Arte

L’amore nell’arte: ecco alcune celebri opere che raffigurano il gesto romantico del bacio

Non c’è niente di più romantico di un bacio. Per festeggiare San Valentino, ecco alcuni dei più celebri momenti d’amore raffigurati nel mondo dell’arte.

 

di redazione

L’amore muove tutto e può tutto. Supera ostacoli, affronta tempeste ma alla fine, anche con un semplice bacio, trionfa sempre. L’amore è il sentimento a cui l’umanità si affida e su cui poggia le sue radici. A pochi giorni dalla festa degli innamorati, vi parliamo di alcune celebri opere d’arte che, con tecniche e stili differenti e una propria storia celata dietro, sono diventate emblema del sentimento capace di muovere l’universo: l’amore.

Amore e Psiche di Antonio Canova

       Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787-1793 

Partiamo dal famoso gruppo scultoreo Amore e Psiche, realizzato tra il 1787 e il 1793 da Antonio Canova. La prima delle tre versioni realizzate da Canova, tra l’altro la più nota, è custodita al Museo del Louvre a Parigi. Canova scolpì nel marmo uno dei momenti più lirici dell’Asino d’Oro di Lucio Apuleio, il romanzo del II secolo d.C. in cui è narrata la favola di Amore e Psiche. Con una composizione di raro equilibrio – si tratta di una scultura a tutto tondo, priva di appoggi – Canova ritrae i due amati nel momento di massima tensione emotiva: prima del bacio. Il bacio con il quale Amore sveglia Psiche, salvandola, dal sonno infernale. L’opera raffigura, con un erotismo sottile e raffinato, Amore e Psiche nell’attimo che precede il bacio, preannunciato dall’atteggiamento dei corpi e degli sguardi che si contemplano l’un l’altro con una intensa dolcezza.

Il bacio di Francesco Hayez

         Francesco Hayez, Il bacio (particolare) – 1859

Tra i baci più romantici nel mondo dell’arte non può mancare Il bacio raffigurato da Francesco Hayez, principale esponente del romanticismo italiano. L’opera realizzata nel 1859 e custodita presso la Pinacoteca di Brera a Milano, mostra un travolgente e fugace bacio tra due amanti. La scena, collocata in un contesto medievale, raffigura due giovani innamorati che si stanno baciando con grande passionalità. Per la travolgente carica emotiva, la raffinata scenografia e soprattutto il forte valore civile (la tela è infatti carica di riferimenti risorgimentali simboleggiando l’amore per la patria), l’opera è considerata il manifesto dell’arte romantica italiana. Per questo motivo riscosse un grande successo popolare, tanto che venne riprodotta da Hayez in altre tre versioni, con piccole modifiche fra l’una e l’altra.

Il bacio di Auguste Rodin

             Auguste Rodin, Il bacio, 1888-1889

Gli amanti di Auguste Rodin si baciano davvero. La scultura ritrae una scena fortemente realistica, dove la sensualità si manifesta nella sua interezza, con l’amato che poggia languidamente una mano sul fianco dell’amata. Un gesto che allude a un forte desiderio dei due amanti. Non a caso Rodin si ispira alla storia di Paolo e Francesca, cui diede voce per primo Dante nel V Canto della Divina Commedia. “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”, recita la famosa terzina in cui Francesca confessa proprio quello che Rodin rappresenta. L’opera è stata realizzata tra il 1888 e il 1889, destinata inizialmente per essere inclusa ne La porta dell’Inferno, oggi è possibile ammirarla al Musée Rodin a Parigi.

Il bacio di Gustav Klimt

        Gustav Klimt, Il bacio, 1917-1918

Ed ecco un altro dei baci più famosi nel campo delle arti figurative, e quello più riprodotto nell’oggettistica varia: Il bacio di Gustav Klimt. Padre della Secessione viennese e uno dei più importanti esponenti dell’Art Nouveau (o Liberty) europea.
Il bacio, tela realizzata tra il 1917 e il 1918, è uno dei suoi dipinti più noti. Al centro di un luogo indefinito due amanti si stringono e si abbandonano ad un bacio intenso. La donna è si lascia abbandonare all’abbraccio con gli occhi chiusi in una posizione estatica. Mentre l’uomo stringe con delicatezza il capo dell’amata, protendendosi verso di lei in segno protettivo e di affetto. I due giovani innamorati, avvolti entrambi in lunghe tuniche mosaicate che ne celano i corpi, sono inginocchiati su un piccolo prato. Nonostante la vivace policromia del prato fiorito, non viene spezzato l’idillio amoroso. L’opera è custodita a Vienna presso il celebre museo Österreichische Galerie Belvedere, dove sono ospitate alcune delle più importanti e recenti opere d’arte austriache.

Gli amanti di René Magritte

                  René Magritte, Gli amanti – 1928

Non sempre la rappresentazione di un bacio implica felicità, passione o amore. In certi casi, e in modo paradossale, può esprimere il contrario. Ed è questa l’impressione che dà il celebre dipinto di René Magritte, Gli amanti, realizzato nel 1928. L’opera in realtà esiste in due versioni tra loro molto simili. Una è conservata alla National Gallery of Australia di Canberra e l’altra – la più famosa – al MoMA di New York. Il bacio che Magritte, che raffigura due amanti che si baciano col volto coperto da un lenzuolo. Una scelta atipica che esprime qualcosa di conturbante, perché c’è un senso di impossibilità. Un raggiungimento che non accade, un’attesa continuamente delusa. Al centro del quadro ci sono infatti due amanti nell’atto di baciarsi, anche se questo bacio sembra destinato a rimanere sospeso. I due soggetti non sono riconoscibili e un lenzuolo bianco avvolge le loro teste, impossibilitando il loro desiderio di unirsi. L’amore diventa dunque aspirazione, desiderio, tensione.

 

*Immagine d’apertura: particolare de Il bacio di F. Hayez 

 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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