Arte

L’archivio animato: la mostra dedicata all’attività creativa del Novecento

“L’archivio animato. Lavori in corso” percorre l’arte e l’insieme dell’attività creativa del Novecento attraverso il ricco archivio della Fondazione Cirulli

 

BOLOGNA – Mancano pochi giorni alla riapertura della mostra “L’archivio animato. Lavori in corso”, che si terrà dal 19 settembre al 13 dicembre 2020. A causa dell’emergenza sanitaria l’esposizione aveva dovuto chiudere oltre due mesi prima del previsto, per questo la Fondazione Cirulli decise di prorogarla facendola riaprire a settembre.
La mostra è una narrazione del Novecento in 20 capitoli attraverso l’arte, il design, la pubblicità, la fotografia, la grafica, l’industria. Percorre in maniera trasversale il ricco archivio della Fondazione Cirulli. Pertanto “L’archivio animato. Lavori in corso” è molto più di una mostra, un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura del Novecento che racconta il secolo della modernità. Quello in cui nasce e si sviluppa la creatività italiana come oggi la conosciamo.
Un caleidoscopio espositivo dunque che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Oltre 200 opere, 20 sezioni, quasi come fossero 20 mostre in una.
“L’archivio animato. Lavori in corso” è realizzato grazie alla consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale.

   Locandina di Xanti Schawinsky per la Olivetti MP1,1935

La grande rassegna rappresenta un nuovo concept di mostra con il quale Fondazione Cirulli vuole presentare al pubblico la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo. L’esposizione infatti costruisce una narrazione potente ma agile del secolo scorso, attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione “panoramica” di Fondazione Cirulli.  Materiali che comprendono capolavori artistici, arti decorative, comunicazione, design industriale. E poi cultura materiale e visiva, fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, progetti architettonici, tessuti, riviste, libri.
Tutte forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 20 sezioni di mostra, vero e proprio racconto polifonico che attraversa il Ventesimo secolo.
Così, accanto ad una selezione di Frammenti di ‘900 con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a Il tessuto della modernità offrirà una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento. Realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, tra cui Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, e tanti altri.

   Enrico Sacchetti, Manifesto per Bitter Campari,1920

La sezione Fermo immagine invece racconta attraverso i volti del cinema e della televisione degli anni Sessanta, gli entusiasmi del boom economico. Un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione Munari, Carboni e la RAI che narra l’innovazione grafica della televisione pubblica negli anni Cinquanta ad opera dei due artisti.
Sarà presente una sezione che racconta la modernità attraverso le produzioni industriali, le macchine all’illuministica, la documentazione fotografica del dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo.

Non mancherà poi il settore dedicato alla pubblicità: dal pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky – un vero capolavoro del razionalismo europeo – per il negozio Olivetti di Torino, ai cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso. Dal design delle “carte pasticcere” brandizzate, realizzate negli anni Trenta per i più importanti bar d’Italia, all’evoluzione dei loghi.
Da ultimo è stata aggiunta al percorso espositivo la sezione Collezione Palma Bucarelli | Segnali. Frutto di una recente acquisizione della Fondazione Cirulli. Ovvero la singolare collezione di Palma Bucarelli, una delle critiche d’arte più affermate del ‘900 e per oltre trent’anni direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
La Bucarelli raccolse scrupolosamente i manifesti che riceveva come invito alle mostre organizzate in gallerie, musei, rassegne e kunsthalle di tutto il mondo, mettendo così in piedi una storia visiva delle esposizioni tra gli anni Sessanta e Settanta, un’enciclopedia del progetto grafico.
Spiega Jeffrey Schnapp: “L’archivio animato, che fa leva sulla diversità e l’eterogeneità di una collezione panoramica come quella della Fondazione Cirulli, non propone al pubblico solo prodotti e soluzioni. Ma avanza problemi, sollecita ricerche, compone puzzle e suggerisce istanze di accesso diretto a materiali spesso non canonici che raccontano la storia del ‘900 italiano”.

Immagine d’apertura: Locandina di Xanti Schawinsky per la Olivetti MP1,1935
© Fondazione Cirulli 

© Riproduzione riservata

//position: after content (not homepage) //NB automatic random ads selected

About Author

Comment here

uno × quattro =