Arte

Leonardo e la Madonna Litta La grande mostra in corso al Museo Poldi Pezzoli

Ancora qualche settimana per visitare Leonardo e la Madonna Litta. La mostra è un’importante occasione per ammirare il celebre dipinto, che torna a Milano dopo trent’anni

di redazione

MILANO – E’ una mostra di grande rilievo quella in corso dal mese di novembre al Museo Poldi Pezzoli: Leonardo e la Madonna Litta. Dopo quasi trent’anni ha riportato a Milano il celebre dipinto la Madonna Litta, tra i massimi capolavori del museo Hermitage di San Pietroburgo. Aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2020, l’esposizione è organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano. A cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti, la mostra è stata inoltre inclusa fra le celebrazioni nazionali dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci promosse e sostenute dal MiBACT, in quelle promosse dal comitato territoriale di Milano e della Lombardia e nel palinsesto Milano Leonardo 500, promosso dal Comune di Milano | Cultura.

Le opere in mostra

G.A. Boltraffio, La Madonna col bambino. Museo Poldi Pezzoli

Insieme alla Madonna Litta viene presentato un nucleo selezionatissimo di opere – una ventina tra dipinti e disegni di raffinata qualità – provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Opere eseguite da Leonardo e dai suoi allievi più vicini negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano presso la corte di Ludovico il Moro. Tra i suoi allievi in mostra Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, l’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca e Francesco Napoletano. La Madonna Litta è strettamente legata alla città di Milano, realizzata nel capoluogo lombardo intorno al 1490. Mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della Vergine delle rocce conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto oggi all’Ermitage conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta (da cui deriva il soprannome con cui è conosciuta in tutto il mondo) ed era conservata nel grande palazzo di Corso Magenta; l’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese (1819-1866).
Nella mostra la Madonna Litta è affiancata ad un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la Madonna con il Bambino del Museo Poldi Pezzoli. Il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffi. Il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano, con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal maestro, il suo stile è accostabile alla prima versione della Vergine delle rocce del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la Madonna con il Bambino apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864. La mostra dunque è un’importante occasione, perché riunisce nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due straordinari dipinti leonardeschi raffiguranti la Madonna con il Bambino.
Nella mostra è presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la Madonna allattante: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci (che spesso lavoravano sulla base di progetti e composizioni del maestro) abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto.
Fra i disegni in mostra un bellissimo studio riferibile con sicurezza alla mano di Leonardo, eseguito a punta metallica: custodito alla Biblioteca Ambrosiana, raffigura un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage. Inoltre alcuni splendidi studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della Madonna Litta e della Madonna con il Bambino del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).

Le indagini scientifiche

Scuola Lombarda, La Madonna che allatta. l bambino. Museo Poldi Pezzoli

La straordinaria occasione offerta dalla presenza della Madonna Litta a Milano, accanto e a diretto confronto con altre opere eseguite dagli allievi di Leonardo negli stessi anni, consente di illustrare al pubblico, in modo estremamente semplice e didattico, come nasce e come si modifica nel tempo l’attribuzione di un’opera d’arte. I dati acquisiti dalle analisi scientifiche condotte sulle opere saranno presenti in mostra grazie ad un apparato multimediale di supporto, nonché pubblicati e consultabili, con libero accesso da parte di tutti gli utenti, anche sul sito internet del Museo Poldi Pezzoli e di Fondazione Bracco. Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, da sempre impegnata nella valorizzazione del rapporto tra scienza e arte, è stata eseguita infatti un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Le analisi (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), eseguite secondo un protocollo comune, hanno dato vita a interessanti e costruttivi confronti; hanno infatti permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.

Le attività didattiche e le varie iniziative

Il programma dell’esposizione prevede diverse attività didattiche collaterali: visite guidate su prenotazione per il pubblico e le famiglie, itinerari didattici per le scuole e per i bambini, un ciclo di conferenze sui temi della mostra affidate a specialisti degli argomenti affrontati e aperte a tutte le categorie di pubblico e un ciclo di laboratori dedicati al disegno e alle arti decorative, in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.
L’app MADONNA LITTA_MILANO, realizzata da SENSE – immaterial Reality, arricchisce la mostra e la conoscenza delle opere esposte. Il visitatore è in grado di ricevere informazioni e scoprire particolari tramite l’innovativo linguaggio della Realtà Immateriale di Sense. Un nuovo concetto di interazione tra il visitatore e l’opera: in alcuni casi sarà possibile confrontare, in altri “toccare” i dipinti, godendo di punti di vista e dettagli finora impossibili da apprezzare ad occhio nudo. E’ stato inoltre realizzato l’album “Diventa un allievo di Leonardo”, su concept di Invisible Studio, con la collaborazione di Abbonamento Musei Lombardia/Valle d’Aosta e il sostegno del Gruppo Giovani del Museo Poldi Pezzoli. Un progetto che accompagna bambini e ragazzi (7 – 11 anni) in un percorso che li guiderà alla scoperta del disegno, della pittura, della natura e della scienza di Leonardo e all’osservazione delle opere presenti nei musei di Milano e della Lombardia. Le attività organizzate per la mostra fanno parte della rete milanese dedicata al genio di Leonardo predisposta dal Comune di Milano per suggerire ai visitatori itinerari e collegamenti con tutte le istituzioni milanesi coinvolte nelle celebrazioni leonardesche.

*In alto: Leonardo, La Madonna Litta,
Hermitage – San Pietroburgo

 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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