Cultura

Luci in città

C.Nardi Allestimento sullArno

“Quante volte il tintinnio del soldo è stato tradotto con vocali e lettere approssimate, …al cuore si è detto altro, agli occhi si è raccontata una storiella…”

di c.c.

Invariate queste luci vagano su montagne prive di linee. Il cielo sopra questa città silenziosa conta i colori che mancano all’alba. Ornato ma colmo il significante della parola. Parafrasi e paradosso si scambiano abbracci all’uscita di suoni tinti a giorno, privando il tempo di una notte da svendere al mercante del tempio.
Quante volte il tintinnio del soldo è stato tradotto con vocali e lettere approssimate, …al cuore si è detto altro, agli occhi si è raccontata una storiella. Orante bocca, preludio di circolari intuizioni legati ad ossessioni prigioniere di primizia sporca.
Mitigare i passi verso la poesia dando la misura delle sillabe, si potrà?
La clessidra di filigrana è consegnata al guardiano, le pagine diluite in bicchieri in attesa del miracolo dell’uomo vecchio.
Come novità incolore inverso all’amore, e veli inviolati da segnalibro del mare rimarranno eterni privi di mani d’arte…
E saranno le creature cieche, sconosciute all’equilibrio del riflesso indotto, a conoscere il fuoco sacro…, e bruceranno tele imbrattate in mostra. Visitatori ignari vedranno così il rosso, il blu e il giallo fra queste mura bianche…

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