Arte

L’ultima grande scultura di Davide Dormino a Curva Pura


Fino al 24 ottobre 2021 galleria Curva Pura presenta il progetto “Quello che non ho mai detto” di Davide Dormino


 

ROMA – Curva Pura presenta il progetto Quello che non ho mai detto di Davide Dormino, a cura di Pietro Gaglianò. Un’opera pensata espressamente per lo spazio di Curva Pura, in un dialogo serrato con la sua architettura.
Al centro del progetto si trova una serie di questioni sul processo della creazione artistica. Quindi sulla condizione dell’artista, sulla sua solitudine, sulla vita dell’opera e sulla necessità dello sguardo esterno per la sua esistenza. Tutto questo viene sintetizzato in un’unica opera.

L’opera “Quello che non ho mai detto”

Una imponente scultura che occupa la galleria e lascia al pubblico la facoltà di scegliere se intraprendere un viaggio per conoscerla, oppure no. Questo oggetto cela una natura interrogante, una professione di dubbio da parte dell’artista. Il progetto nasce dunque da un legame profondo e condiviso che intreccia intimamente il percorso artistico di Davide Dormino con quello dello spazio indipendente Curva Pura. che, nello sposare e promuovere “Quello che non ho mai detto” conferma la sua particolare e ardita visione del contemporaneo.

Davide Dormino

La sua ricerca si esprime principalmente attraverso la scultura e il disegno. Cerca nuove forme attraverso una ricerca continua sulle possibilità liriche e plastiche di materiali come il marmo, il bronzo e il ferro. Nei suoi lavori di arte pubblica troviamo una ricerca di monumentalità (Poltergeist, 2019) e di presa di possesso dello spazio (Naviganti_Monumento all’immaginazione, 2017); in ogni suo lavoro, inoltre, compare una ricerca di senso attraverso il riferimento a tematiche imprescindibili per l’Uomo (Atlante, 2019). Ha realizzato opere ambientali in Italia e all’estero tra cui, Breath nel 2011, per incarico delle Nazione Unite, e installata permanentemente nella North Lawn del quartiere generale delle U.N. A New York. Anything to say?, 2015, una scultura itinerante dedicata al coraggio e alla libertà d’espressione che ha iniziato il suo percorso da Berlino

Dal testo critico di Pietro Gaglianò

“Il primo sguardo innesca una ramificata gamma di riferimenti che comprende i monumenti megalitici della preistoria, la Land art e, naturalmente, l’enigmatico monolite di Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio. La scultura che Davide Dormino pone nella galleria, quasi incastrandola nell’architettura preesistente, avvicinandola ai suoi spigoli, ai suoi angoli, fino al rischio dell’ostruzione o della collisione, si presenta all’osservatore con un analogo carico di tensione e una simile forza, silente e interrogante. L’opera di Dormino, così osservata, è una forma che continua ad accadere, come le strutture arcaiche e futuribili menzionate in apertura si sottrae al tempo, ricomincia a ogni passo ma senza ripetersi. […]


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