Arte

L’uomo e il costruire: a Bologna la Biennale dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro

La Biennale Foto/Industria 2019, promossa e organizzata da Fondazione MAST, è costituita da undici mostre allestite in musei e palazzi del centro storico di Bologna


di redazione

BOLOGNA – Inaugurata lo scorso 24 ottobre, la quarta edizione della Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro, offre l’occasione di visitare fino al 24 novembre 2019 dieci mostre (gratuite) ospitate in musei e palazzi storici di Bologna. Promossa e organizzata da Fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), si sviluppa quest’anno sotto il titolo “Tecnosfera: l’uomo e il costruire”.

Tema della Biennale Foto/industria 2019

    ©Yosuke Bandai. Courtesy of TARO NASU – Tokyo

La Biennale dunque ha come tematica quella del costruire: un‘azione cruciale, intimamente radicata nella natura della specie umana, che in mostra viene esplorata dalle sue radici storiche e filosofiche agli inevitabili risvolti scientifici. Quindi dalle città alle industrie, dalle reti energetiche a quelle infrastrutturali, dai sistemi di comunicazione alle reti digitali. In questo modo la Biennale intende indagare il complesso sistema dinamico del fare, che caratterizza la presenza dell’uomo sul pianeta. Attività questa che dà forma alla tecnosfera: l’insieme di tutte le strutture, che gli esseri umani hanno costruito per garantire la loro sopravvivenza sul pianeta. Così come l’ha definita nel 2013 il geologo Peter Haff.
Attraverso lo sguardo degli artisti, le mostre offrono una panoramica su questo nuovo strato artificiale che l’uomo ha costruito nel tempo e che si sta sviluppando a velocità vertiginosa. “La vastità dell’intervento dell’uomo sull’ambiente e su ogni cosa che lo circonda – spiega il direttore artistico Francesco Zanot – è resa evidente dalla diversità dei soggetti e dei luoghi rappresentati nelle immagini degli autori. Macchina fondamentale per fabbricare l’immaginario degli ultimi due secoli e aggiornarlo costantemente, – continua il direttore – la fotografia è allo stesso tempo un indispensabile strumento di ricerca e un prodotto dell’inestinguibile bisogno dell’uomo di cambiare (e rivedere) il mondo”.

Gli artisti esposti

Nelle varie mostre si possono ammirare celebri protagonisti della storia della fotografia, come Albert Renger-Patzsch e André Kertész. I loro scatti, ormai parte di un patrimonio iconico condiviso, sono esposti al fianco di quelli di grandi artisti contemporanei italiani e internazionali. Come Luigi Ghirri, Lisetta Carmi, Armin Linke e David Claerbout e giovani autori affermati sulla scena internazionale come Matthieu Gafsou, Stephanie Syjuco, Yosuke Bandai e Delio Jasse. Nell’insieme si tratta di immagini che alternano tecniche che vanno dagli usi più puri e tradizionali della fotografia alle sperimentazioni più innovative.

La mostra ANTHROPOCENE

Accanto alle dieci esposizioni, l’impronta dell’attività dell’uomo sulla terra è anche oggetto dell’undicesima mostra che ospita il MAST fino al 5 gennaio 2020 e dal titolo ANTHROPOCENE. Un‘esplorazione multimediale che documenta l’impatto dell’essere umano sul pianeta attraverso le straordinarie fotografie di Edward Burtynsky, i film di Jennifer Baichwal e Nicholas De Pencier e una serie di installazioni di realtà aumentata.©

 

*In alto: American Viscose Corporation, Marcus Hook, Pennsylvania, 1944
Donation André Kertész, Ministère de la Culture (France),
Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, diffusion RMN-GP

 

Info
Orari mostre:
Martedì -Domenica dalle 10 alle 19
Il MAMbo chiude alle 18,30
Sedi e altre info
www.fotoindustria.it 

Foto:

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Antonella Furci Autore di Artefair

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