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L’Urlo di Munch: lo strano caso del dipinto rubato due volte

Di alcune opere si sono perse le tracce, altre hanno fatto ritorno a casa. Qualcuna ha subito addirittura il doppio furto, come il celebre L’Urlo di Munch

 

Spesso si pensa che lo spaccio di droga o di armi sia il più diffuso, senza dare peso a un altro “mercato nero” alquanto prolifico, la cui “merce” trafficata alcune volte ha un valore inestimabile. Stiamo parlando del mercato nero dell’arte, che fa molto gola a ladri seriali o a persone senza scrupolo che vedono in un dipinto o scultura un valore esclusivamente materiale da cui trarne profitto.
Alcune opere per fortuna sono state ritrovate e hanno fatto ritorno a casa, di altre invece si sono perse le tracce, almeno per il momento. Ma tra questi ci sono alcuni casi eclatanti trattandosi addirittura di doppi furti. In uno di questi casi rientra senz’altro la vicenda che vede protagonista L’Urlo di Munch.

Del celebre quadro Edvard Munch realizzò tre versioni tra il 1893 e il 1910. L’opera è stata oggetto di ben due furti a distanza di dieci anni.
Il 12 febbraio del 1994 L’Urlo esposto alla Galleria nazionale di Oslo è stato trafugato nello stesso giorno dell’inaugurazione dei XVII Giochi olimpici invernali. I ladri entrarono in azione praticamente indisturbati e si introdussero nel museo di Oslo sfondando semplicemente una finestra. Secondo la ricostruzione dei fatti da parte degli investigatori, l’allarme scattò subito ma il custode del museo non fece in tempo a intervenire. I ladri infatti impiegarono soltanto 50 secondi per rubare l’Urlo di Munch, lasciando sul posto un biglietto con scritto «grazie per le misure di sicurezza così scarse».

   Le due opere di Munch rubate nel 2004 e poi ritrovate

Per fortuna l’opera venne ritrovata integra tre mesi dopo in un albergo di Åsgårdstrand. Secondo le cronache di allora, il colpo fu rivendicato da un movimento di antiabortisti che avrebbero restituito il dipinto alla galleria solo se in televisione fosse stato trasmesso il documentario contro l’aborto intitolato L’Urlo silenzioso. La proposta di scambio del movimento non venne accettata ma il dipinto tornò al proprio posto nella Galleria norvegese grazie al lavoro di due poliziotti in incognito: gli agenti fecero finta di essere interessati ad acquistare il quadro per 250 mila sterline.
Dieci anni dopo, il 22 agosto 2004, nel Museo di Oslo avvenne il clamoroso furto della versione del 1910 de L’Urlo, rubato insieme ad una Madonna sempre dello stesso Munch, per un valore complessivo di circa 92 milioni di dollari. Il furto destò clamore perché i due rapinatori erano armati fino ai denti e fecero irruzione nel museo in un’ora in cui c’erano visitatori, costringendo le guardie ad eseguire i loro ordini. Anche in questo caso a distanza di due anni, il 31 agosto del 2006, la polizia norvegese ha recuperato i dipinti. Le due opere fecero ritorno nel museo nel 2008, solo dopo un restauro che restituì loro l’aspetto originale lievemente compromesso a causa dell’umidità e delle inadatte condizioni di conservazione.

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