Arte

Manet e la Parigi moderna, dall’8 marzo la mostra a Palazzo Reale

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di arte fair

Milano, lunedì 6 marzo 2017 –

Arte Non ebbe vita facile Edouard Manet se si pensa quanto dovette lottare per riuscire a dedicarsi totalmente alla sua passione principale: l’arte. 

thumb 68856 default headerFiglio di benestanti, dovette aspettare molto prima che il padre gli consentisse di studiare pittura, riuscendo tra l’altro in poco più di due decenni ha mettere su una numerosa produzione artistica. A questo grande esponente, ma non troppo come voleva lui, dell’Impressionismo Palazzo Reale di Milano dedicherà la mostra “Manet e la Parigi moderna”, che sarà inaugurata l’8 marzo, rimanendo visitabile fino al 2 luglio.
L’esposizione, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, e MondoMostreSkira, e a cura di Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi, e delle due conservatrici del Museo
Caroline Mathieu e Isolde Pludermacher, intende raccontare il percorso artistico del grande maestro (1832-1883), e celebrare il ruolo centrale che ebbe nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui si dedicò, come il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, la sua città amatissima, che a metà ‘800 fu trasformata dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann da cui prese inizio un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiarono il volto e l’anima.
La sua, sembre essere stata una vita per nulla lineare, dove ogni meta raggiunta è stata ottenuta solo con la forza e determinazione. Quando la sua carriera di pittore iniziò prese prima lezione dal celebre ritrattista thumb 68853 default headerThomas Couture, e poi entrò finalmente all’Accademie, dove si confrontò con molti intellettuali e noti artisti. Tra questi il gruppo Impressionista, di cui divenne uno dei massimi esponenti nonostante manifestò sempre il suo distacco dal movimento francese. Non partecipò infatti a nessuna delle esposizioni impressioniste. E si distinse dagli altri maestri comunque per l’uso del colore nero nei suoi dipinti.

In poco più di due decenni di intensa attività Manet è riuscito a produrre comunque 430 dipinti, due terzi dei quali copie, schizzi, opere minori o incompiute. Un corpus che pur non essendo affatto esteso, è stato in grado comunque di rivoluzionare il concetto di arte moderna. Una vicenda artistica la sua, che si intreccia inoltre a quella di altri famosi pittori, molti di loro compagni di vita e di lavoro di Manet, e frequentatori insieme a lui dei noti caffè, studi, residenze estive e teatri. Molte delle sue opere più celebri, insieme ad altre di famosi artisti suoi contemporanei, saranno al centro della mostra, allestita ai piani alti di Palazzo Reale, e che arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi. Si tratta di un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti, tra questi 17 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri suoi contemporanei, come Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot.
Di Manet, oltre alle opere su tela saranno esposti anche 10 tra disegni e acquarelli, mentre degli altri artisti una ventina di disegni e sette tra maquettes e sculture.

 

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