Donne e Arte

Marietta Robusti la Tintoretta: figlia d’arte e ritrattista dallo spiccato talento

Marietta Robusti detta Tintoretta era figlia di Tintoretto, il quale la portava con sé ovunque vestendola da maschietto per aggirare i divieti alle donne

 

Figlia primogenita e illegittima di Tintoretto, l’immagine che emerge della personalità di Marietta Robusti, detta la Tintoretta, è quella di una figlia spiccatamente talentuosa. Talento che coltivò vivendo sempre accanto al padre, con il quale condivideva la passione per l’arte in una Venezia cinquecentesca centro cosmopolita del commercio e dell’attività artistica.
Marietta è nata a Venezia nel 1554, frutto di una relazione prematrimoniale con una cortigiana tedesca Cornelia che poi non sarebbe stata portata all’altare (il Tintoretto sposò Faustina Episcopi da cui ebbe sette figli) e che morì lasciando la figlia in custodia al padre. Quest’ultimo le diede un’educazione artistica di alto livello.

Tintoretto, che adorava la figlia, la portava con sé ovunque vestendola da maschietto per farle aggirare i divieti imposti alle donne. All’età di sette anni la inserì nella sua bottega, dove Marietta manifestò sin da piccola la forte propensione per il disegno. Tra lei e suo padre si instaurò un rapporto speciale e la giovane iniziò rapidamente a collaborare con lui e successivamente con i fratelli Marco e Domenico.
Di tutti i figli però fu l’unica ad avere uno spiccato talento da poter seguire le orme del padre. Quest’ultimo le insegnò l’arte di dipingere e disegnare, facendola diventare sua valida assistente e maggiore sostegno nell’esecuzione di varie opere. Oltre che pittrice Marietta fu anche una valente musicista, sia strumentale che vocale: un’artista completa in sostanza.

Il suo mondo comunque fu la pittura, per questo trascorse tutta la sua vita nella bottega del Tintoretto. La giovane apprese i segreti della pittura fino al punto che la sua mano arrivò a confondersi con quella del padre. Si specializzò in particolare nella ritrattistica e fu così apprezzata nei circoli aristocratici veneziani, che divenne una moda posare per la Tintoretta. Pittrice aggraziata e talentuosa, ricevette richieste come ritrattista da committenti di una certa importanza. Tra questi, nel 1567-1568, dal mercante Jacopo Strada che aveva commissionato il proprio ritratto a Tiziano Vecellio, mentre quello del figlio Ottavio a Marietta.

   Marietta Robusti, Autoritratto con in mano un madrigale di Verdelotto, Gallerie Uffizi

La sua fama crebbe al punto da ricevere l’invito a diventare pittrice di corte sia da Massimiliano II d’Austria che da Filippo II re di Spagna, che ospitò anche altre donne artiste, come Sofonisba Anguissola (leggi qui l’articolo). Ma per non allontanarsi da casa la Tintoretta rifiutò l’invito, anche dietro consiglio del padre che preferiva per lei una vita più tranquilla e magari con una propria famiglia.
Nel 1586 infatti Marietta sposò il gioielliere Jacopo d’Augusta, anche se il matrimonio durò pochi anni, perché nel 1590 la pittrice morì. Secondo alcuni studiosi di parto, secondo altri dopo che il figlio Jacometto morì in campagna mentre si trovavano in vacanza nei pressi di Mestre. La morte del figlio di 11 mesi la segnò profondamente fino ad ammalarsi mentre era a Mantova con il padre. Tintoretto fu distrutto dal dolore per la perdita della figlia, neanche gli altri figli Domenico e Marco riuscirono a consolarlo, e si narra che il celebre artista volle ritrarre la figlia nel letto di morte. Venne sepolta a Venezia nella chiesa della Madonna dell’Orto, dove fu tumulato successivamente anche il padre.
Per quanto riguarda la sua produzione pittorica le attribuzioni non sono certe, spesso la sua tecnica veniva confusa con quella del padre. Purtroppo si conoscono poche opere attribuite a Marietta perchè contrassegnate dalla firma “di M.” L’unico dipinto certo della pittrice è l’Autoritratto con in mano un madrigale di Verdelotto, a sottolineare anche il suo talento musicale, del 1580 esposto alla Galleria degli Uffizi.
Nel 1920, il “Ritratto di un uomo con un bambino” del 1585 conservato in Kunsthistorisches Museum, considerato per lungo tempo tra i migliori ritratti realizzati da Tintoretto, è stato attribuito a Marietta sulla base della sigla ‘M’ trovata nel dipinto. Nell’Ottocento George Sand la rende un personaggio ne “I maestri mosaicisti” e Leon Cogniet la raffigura nel quadro “Tintoretto che dipinge la morte della figlia”.

 

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