Arte

Materia Prima. La ceramica dell’arte contemporanea a Montelupo Fiorentino

Materia Prima LucioPerone
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di redazione

Firenze, venerdì 18 marzo 2016 –

Si inaugura domani, sabato 19 marzo, a Montelupo Fiorentino l’iniziativa ‘Materia Prima, la ceramica dell’arte contemporanea’, progetto a cura di Marco Tonelli.

Materia Prima LucioPeroneE’ organizzato dalla Fondazione Montelupo onlus e sostenuto del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nell’ambito di Cantiere Toscana Contemporanea promosso dalla Regione Toscana. Montelupo Fiorentino è uno dei maggiori centri di produzione della ceramica in Italia e sede di uno dei tre musei ad essa dedicati, insieme a Faenza e Deruta. Una città della ceramica deve avere una sua riconoscibilità non solo in senso storico e artigianale, ma anche nella ricerca e nella creazione dell’arte contemporanea, così è nata la manifestazione Materia Prima, articolata in varie sezioni, due all’interno del Palazzo Podestarile e una, Sculture in città, con opere collocate all’esterno a segnare un percorso itinerante urbano.
Nel Palazzo Podestarile, vecchia sede del museo di Montelupo, si apre una mostra di carattere storico che si focalizza sull’eredità lasciata da Leoncillo a una serie di scultori – Giuseppe Spagnulo, Luigi Mainolfi, Giacinto Cerone, Giuseppe Ducrot – che, come lui, hanno utilizzato la ceramica quale strumento per tornare a una materia originaria, informe. Nella stessa sede troviamo anche Project Room, a cura di Lorenzo Cianchi, con interventi di giovani artisti: Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi. Per Sculture in città, infine, sono stati invitati sette artisti contemporanei, Ugo La Pietra, Hidetoshi Nagasawa, Fabrizio Plessi, Gianni Asdrubali, Loris Cecchini, Bertozzi & Casoni e Lucio Perone, a lavorare a stretto contatto con gli artigiani e le maestranze locali per ideare dei progetti per opere site specific in ceramica. La città di Montelupo diventa un cantiere aperto e si potrà seguire la costruzione di questi lavori che verranno realizzati in tempi diversi. I primi saranno presentati il 19 marzo.

Palazzo Podestarile
Leoncillo Leonardi, Giuseppe Spagnulo, Luigi Mainolfi, Giacinto Cerone, Giuseppe Ducrot

Nel 2015 si è celebrato il centenario della nascita di Leoncillo Leonardi (1915-1968), lo scultore italiano che insieme a Fontana (scomparso nello stesso anno) ha saputo più di ogni altro innovare il linguaggio plastico e che ha scelto di utilizzare la ceramica come sostanza esclusiva delle sue opere. Considerando queste sue caratteristiche un’eredità ideale, il Palazzo Podestarile ospita una mostra che affronta il nucleo più profondo della rassegna Materia Prima. A partire da Leoncillo, coinvolge alcuni dei più MateriaPrima Loris Cecchinirappresentativi scultori italiani che hanno utilizzato la ceramica (ma nessuno, al contrario di Leoncillo, in modo esclusivo) come fondamento materico, drammatico, espressivo e a volte informe del proprio percorso: Giuseppe Spagnulo (1936), Luigi Mainolfi (1948), Giacinto Cerone (1957-2004), Giuseppe Ducrot (1966). In ambito italiano, e per molti di loro anche internazionale, si tratta senza dubbio dei casi più eclatanti di un uso spregiudicato e innovativo della terracotta, raggruppati secondo una progressione generazionale che finisce per coprire gli ultimi cinquanta anni della ricerca artistica in Italia.
Il percorso espositivo inizia con le opere di Leoncillo, tra cui la vertiginosa coppia Tempo ferito, che introducono a quattro ambienti, ognuno dei quali dedicato ad uno degli artisti scelti. Giuseppe Spagnulo presenta sculture recenti, realizzate appositamente, corrose e capaci di esprimere un senso tellurico e violento del lavorare la materia. Seguono quelle di Luigi Mainolfi, legate alla natura e alla forma installativa e ambientale: una grande Chioma del 1985, sua celebre opera a parete, e una serie di sfere di varie dimensioni disposte a terra. Giacinto Cerone è presente con alcune opere, esposte per la prima volta in un ciclo, che prende spunto dal suo omaggio a Gina Pane. La mostra si conclude con una rivisitazione e destrutturazione dell’idea di monumento sepolcrale, figura sdraiata e scultura orizzontale del più giovane Giuseppe Ducrot.

Project Room. 
Interventi di Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi

Project Room è una sezione di Materia Prima, allestita all’interno del Palazzo Podestarile, dedicata ai giovani artisti, che vuole mostrare cosa accade quando il mondo della ceramica incontra il video, la performance, l’arte relazionale, l’innovazione industriale. “Project Room – spiega il curatore Lorenzo Cianchi, presidente del Comitato Scientifico Fondazione Museo di Montelupo e specialista di ceramica contemporanea – nasce dalla consapevolezza che per innovare un linguaggio bisogna intercettarne le insorgenze non ancora ben visibili e dargli credito, incrementando le eccellenze”. La Project Room  raggruppa quattro progetti di residenza italiane, molto diverse tra loro, che si occupano della produzione e della divulgazione della ceramica contemporanea come il Museo Zauli di Faenza e Give out your best in ceramic di Albissola, che inaugurano il 19 marzo, e Nuove//Residency di Nove di Bassano e Coefficiente H di Sticciano, che aprono il 14 maggio. Project Room ospiterà a rotazione durante il periodo della manifestazione, da marzo a giugno, una selezione degli artisti che hanno preso parte ai progetti di residenza: Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi.

Sculture in città
Gianni Asdrubali, Bertozzi & Casoni, Loris Cecchini, Ugo La Pietra, Hidetoshi Nagasawa, Lucio Perone, Fabrizio Plessi

Con il contributo del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e nell’ambito del progetto Cantiere Toscana Contemporanea, per questa specifica azione di Materia Prima, a cura di Marco Tonelli, sono stati chiamati alcuni dei più importanti artisti italiani che usano o hanno usato la ceramica o che hanno particolare sensibilità verso i materiali come Gianni Asdrubali, Bertozzi & Casoni, Loris Cecchini, LuigiMainolfi phAurelio AmendolaUgo La Pietra, Hidetoshi Nagasawa, Lucio Perone e Fabrizio Plessi. Per tutto il 2015 gli artisti sono entrati in contatto con la realtà manifatturiera di Montelupo e con i luoghi simbolo della città e da questi incontri sono scaturiti 7 progetti di grandi opere d’arte, che saranno prodotte dalle aziende della Strada della Ceramica e realizzate con materiali forniti da Colorobbia.
Lo spettatore, oltre alle opere, potrà visitare anche i luoghi che le hanno ispirate e quelli che le hanno realizzate. E domani (19 marzo) saranno inaugurati in anteprima tre di questi progetti, quelli Gianni Asdrubali, Fabrizio Plessi e Lucio Perone. Il grande muro fluido e veloce di Gianni Asdrubali, segnale visivo di forte impatto per chi accede al centro storico di Montelupo, sarà posizionato al limite degli argini del fiume Pesa. Sarà una vera e propria parete di dodici metri di lunghezza per tre di altezza, formata da due pannelli staccati di sei metri ciascuno, e composta da formelle quadrate di 60 cm, dipinta col tipico colore zaffera che contraddistingue tante ceramiche smaltate rinascimentali della zona e che si confà a un pittore gestuale come lui. Nella Fornace storica ora nel complesso del Palazzo Podestarile, Fabrizio Plessi riprodurrà in terracotta una trentina di monitor di un televisore degli anni Cinquanta (archeologia esso stesso), come fossero reperti di uno scavo del futuro. L’artista che si contraddistingue per l’uso della tecnologia e della video-installazione, di cui è uno dei pionieri in Italia fin dagli anni Settanta, non ha voluto qui utilizzare alcun apparato tecnologico ma interpretare il senso stesso del titolo della rassegna Materia Prima alla lettera, declinandolo all’iconografia tipica delle sue opere.

Ultima di questa prima fase, l’opera di Lucio Perone, il più giovane dei sette artisti, che ha scelto di intervenire sul pozzo dei Lavatoi, luogo a cui si fa risalire la storia della ceramica di Montelupo. Perone riprodurrà una sorta di scavo ideale, un gran mucchio di vasi che emergono dal pozzo stesso e un uomo in terracotta smaltata, inginocchiato in una posa a metà tra preghiera e scavo, che tra i detriti emersi prende tra le mani un frammento, come fosse una reliquia, l’inizio di una nuova storia. Durante la manifestazione Céramica (www.festaceramica.it) dal 2 al 5 giugno, e in occasione della manifestazione nazionale Buongiorno Ceramica (www.buongiornoceramica.it) sarà inaugurato invece l’intero percorso delle sculture in città con le opere di Ugo La Pietra, Loris Cecchini, Bertozzi & Casoni, Hidetoshi Nagasawa.
Saranno realizzati due cataloghi che documenteranno le varie sezioni della manifestazione, editi da Gli ORI, editori contemporanei, Pistoia.

 

(da comunicato stampa)

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