Arte

Matisse e ‘il suo tempo’ a Palazzo Chiablese

Matisse algerina
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di a.f.

Torino, giovedì 10 dicembre 2015 –
Matisse, ma anche Renoir, Picasso, Bonnard, Modigliani, Mir, Derain, Braque, Marquet, Le’ger. Tutti insieme in una grande rassegna a Torino che permette di fare eccezionali confronti visivi, scoprire le influenze reciproche e risalire così alle fonti comuni d’ispirazione.

Matisse algerinaIn sostanza come andare alla ricerca dello ’spirito del tempo’. Di quel tempo in cui Henri Matisse era il padre dei Fauve e si muoveva in un contesto in cui si realizzavano anche altri celebri artisti a lui coevi. Intitolata ‘Matisse e il suo tempo’, l’importante mostra, curata da Cecile Debray, sarà allestita dal 12 dicembre fino al 15 maggio negli spazi di Palazzo Chiablese a Torino. Presenterà un percorso espositivo costituito da 100 capolavori, 50 opere di Matisse e 47 realizzate dagli altri grandi artisti suoi contemporanei, tutti provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, che ha organizzato l’esposizione in collaborazione con 24 Ore Cultura e Arthemisia.
Si tratta di una selezione straordinaria della raccolta del museo parigino, che consente di indagare non solo l’arte del padre dei Fauve ma di metterlo anche in relazione al contesto artistico in cui si mosse, scoprendo le influenze artistiche che ricevettero reciprocamente. Vengono quindi messi a fuoco momenti finora poco studiati, come il modernismo degli anni ’40 e ’50, che si snoderanno in dieci sezioni con approfondimenti tematici.
Il percorso espositivo quindi partirà con gli esordi di Matisse e i legami d’amicizia che stringe con gli altri allievi dell’atelier di Gustave Moreau all’école des Beaux-Arts, il più liberale nella Parigi dell’epoca. Insieme dipingono una serie di quadri dai soggetti simili come caffettiere, vedute della Senna o modelli in studio e sessioni di copie di dipinti al Louvre. Si passa poi alla nascita del Fauvismo, durante un soggiorno di Matisse nel Midi nell’estate 1905. Il movimento prende corpo nello stesso anno con una mostra al Salon d’Automne. E nascono dipinti come ‘Autoritratto‘ (1900) di Matisse e ‘Il sobborgo di Collioure’ (1905) di Derain, dai colori puri che generano scandalo, colori forti con “Finestra aperta” e 8e59848db550536a321d2b457b54844d“Donna col cappello”. Il periodo successivo è segnato dall’influenza cubista di Picasso, già esercitata su altri due fauve, Braque e Gris. Matisse inizia a dipingere finestre, tema ricorrente nella sua opera, e ritratti. Ma nel 1917 a Nizza subisce una svolta in seguito all’incontro con Renoir. Stringe poi amicizia con Pierre Bonnard e conosce nuove modelle, come l’italiana Lorette (rappresentata in ‘Lorette con tazza di caffe’). Sarà evidenziato il dialogo con i suoi predecessori impressionisti nel segno di un ritorno al classicismo degli anni ’20, al pari di Derain e Picasso. Si passerà poi alla sezione dedicata al tema delle Odalische, ispirato dai suoi soggiorni in Marocco. Sulla linea di Delacroix, Matisse rivisita l’esotismo dell’odalisca (L’algerina) in opere caratterizzate dal gioco ornamentale e dal colore, peculiarità emblematica dell’arte edonista e raffinata di Matisse. Per lui è il periodo del successo e di una vera e propria moda che influenzerà lo stesso Picasso, di cui sarà esposto in questa sezione il ‘Nudo con berretto turco’. La mostra procederà con il ‘Modernismo’, in cui si potranno ammirare ‘Ragazza vestita di bianco su fondo rosso’ di Matisse e ‘Il tempo libero – Omaggio a Louis David’ di Le’ger. Si concluderà infine con il suo contributo all’Astrazione. L’artista si inventa una nuova tecnica: il guazzo ritagliato che gli permette di tagliare “al vivo” nel colore. Una tecnica espressiva che avrà conseguenza notevoli sul lavoro delle generazioni successive, come sugli espressionisti astratti Rothko e Sam Francis.

 

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