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Misure antiterrorismo: Renzi “per ogni euro alla sicurezza un euro alla cultura”

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Ieri il premier Renzi ha annunciato le misure previste per il piano antiterrorismo: incentivi per difesa e sicurezza ed educazione e cultura.

 

di redazione

ROMA – Incentivi alla sicurezza e alla ‘cultura’ sarebbero le “armi” che Matteo Renzi vuole usare per contrastare il terrorismo. Sono queste le misure previste per il piano antiterrorismo annunciate ieri dal premier nella sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio. Pronte ad essere messe nero su bianco nella Legge di Stabilità. Per Renzi dunque la risposta al terrorismo non può essere solo militare, ma anche e soprattutto culturale. E si tratta di far valere un “patto di umanità” rispetto alla macchina burocratica del “patto di stabilità”. Il quale a sua volta subirà un cambiamento in corsa. A disposizione circa due miliardi di euro da investire appunto in difesa e sicurezza e in educazione e cultura. Risorse che arriveranno dalla flessibilità aggiuntiva già chiesta alla Ue per l’emergenza migranti e che inizialmente erano destinate all’anticipo del taglio Ires, che invece dovrà aspettare il 2017. La cultura dunque come contrasto alla violenza terroristica. Se in un clima del genere ci si aspettava un maggiore investimento nella difesa, di certo non ci si immaginava un altrettanto interesse verso l’aspetto culturale. «Per ogni euro in sicurezza – ha detto infatti Renzi – uno andrà alla cultura». E questo perché il premier vuole destinare un miliardo di euro (dei due miliardi) alla cultura in nome dei ragazzi del Bataclan e dei «martiri laici del nostro tempo» come Valeria Solesin, uccisi da chi vuole distruggere «la nostra identità» e «chiuderci a chiave l’anima nel buio del terrore».
Nello specifico ci saranno: un bonus da 500 euro per 550 mila neo maggiorenni da investire in teatri,musei capitolini 01 musei e concerti; 50 milioni per borse di studio; 150 milioni per destinare il 2 per mille ad associazioni culturali e 500 milioni da spendere nel 2016 per il «rammendo» delle periferie.
Per quanto riguarda invece le misure di sicurezza e difesa è previsto un altro miliardo da ripartire. Una parte in bonus da 80 euro esteso alle forze dell’ordine impegnate in prima linea. Mezzo miliardo per potenziare la difesa e 200 milioni per migliorare equipaggiamenti e cyber sicurezza. Ritornando all’aspetto culturale del piano anti-terrorismo, dobbiamo comunque sperare che queste misure di sicurezza riguardino anche gli interni degli enti museali e artistici. Va benissimo incrementare la cultura tra i giovani, ma dopo il caso di Verona, con il clamoroso furto di 17 dipinti, si può immaginare il peggio. Vogliamo comunque ben sperare che questo sia stato già previsto.

 

 

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