Arte

Monet, un’esplosione di luce e colore dal 2 ottobre alla Gam di Torino

monet 30

di Antonella Furci

Torino, mercoledì 30 settembre 2015 – È in fermento la Galleria civica d’Arte Moderna di Torino. È quasi pronta per l’inaugurazione della straordinaria esposizione di cui si rende protagonista tra pochi giorni e per i prossimi mesi.

monet 30È in fermento la Galleria civica d’Arte Moderna di Torino. È quasi pronta per l’inaugurazione della straordinaria esposizione di cui si rende protagonista tra pochi giorni e per i prossimi mesi. Decisa ad invadere con un’ondata di colore chiunque scelga di andarla a visitare. Eh sì, perché protagonista assoluto della mostra allestita alla GAM di Torino, dal 2 ottobre al 31 gennaio 2016, è Claude Monet (1840-1926). 
Grande artista, capofila della bella stagione impressionista accanto a Manet, Renoir, Degas, Pissarro, Sisley e Cézanne. Di lui ci racconteranno le quaranta tele che provengono direttamente dalle collezioni del Musée d’Orsay, con il quale la Città di Torino e il gruppo Skira hanno rinnovato ancora una volta l’importante collaborazione. Con Monet si evoca lo splendore dei paesaggi impressionisti e dei leggiadri ritratti delle donne di fine Ottocento.

Luce e colore poi sono i veri protagonisti di questa eccezionale rassegna monografica dedicata al grande maestro, a cui si deve il nome della corrente artistica francese tanto amata in tutto il mondo. La mostra, come già detto, mette insieme ben 40 capolavori, alcuni dei quali giunti per la prima volta nel nostro Paese e perciò inediti per le esposizioni italiane.
Si presentano come testimonianza dei momenti più significativi del lungo e complesso percorso artistico di Monet. Che esordisce negli anni 60 dell’Ottocento all’insegna del realismo courbettiano e arriva a svilupparsi nel più puro Impressionismo, dando così vita a un intero capitolo dell’arte del XX secolo.
A spiccare in modo particolare nelle tele esposte è lei: la monumentale Déjeuner sur l’herbemonet colazione (Colazione sull’erba 1865-1866), considerata una delle icone della pittura di Monet e più in generale uno dei capitoli essenziali dell’arte moderna.
Questo frammento, unitamente ad un secondo, anch’esso conservato al Museo d’Orsay, rappresentano le uniche memorie dell’imponente Colazione sull’erba.
Tra gli altri capolavori esposti anche La Pie (La Gazza, 1868-1879), dove Monet preferisce l’immagine appena visibile di una gazza appollaiata sopra una staccionata che ricorda un pentagramma musicale. Sole e ombra costruiscono il quadro e traducono l’inafferrabile materia semisolida e semiliquida. E poi anche la famosa Régate à Argenteuil (1872) e Un coin d’appartement (1875). Ma anche Essai de figure en plein-air: Femme à l’ombrelle tournée vers la droite (1886) – il magnifico dipinto a olio, di cui esistono la versione girata verso destra e quella verso sinistra – e il bel dipinto En Norvégienne (La barca a Giverny, 1887).

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