Arte

Morandi racconta Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri


La mostra è l’ultimo appuntamento dedicato a Giorgio Morandi rientrante nel ciclo d rassegne RE-COLLECTING, ideato da Lorenzo Balbi


 

BOLOGNA –  Dopo le rassegne quindi dedicate ai Fiori e alle Nature morte, ha aperto il 27 maggio “Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri”, visibile fino al 29 agosto 2021. La mostra, a cura di Lorenza Selleri e dedicata al tema dell’Incisione, è il terzo e ultimo appuntamento dedicato a Giorgio Morandi rientrante nel ciclo di rassegne RE-COLLECTING, ideato da Lorenzo Balbi, che approfondisce temi legati alle collezioni permanenti dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei

Giorgio Morandi incisore

Nel 1930 Giorgio Morandi diventa docente di Tecnica dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, con rigore e straordinaria capacità tecnica. Si dedicò alla grafica, e in particolare all’acquaforte, con impegno pari a quello dedicato alla pittura, tanto che ne divenne un interprete straordinario, tra i più significativi di tutto il panorama europeo del suo tempo. Le riproduzioni su volumi in folio, così come le stampe originali che teneva esposte nella casa-studio di via Fondazza, e nella sua aula in Accademia, erano funzionali alla sua necessità di poterne carpire la tecnica perfetta. Così avvenne la sua formazione (non esistendo all’epoca in Accademia un corso di studi per questa disciplina specifica) e quella dei numerosi allievi che frequentarono la sua aula durante i ventisei anni del suo insegnamento. 

Giorgio Morandi nella sua aula all’Accademia di Belle Arti di Bologna © Istituzione Bologna Musei | Casa Morandi

 

La mostra

Il percorso espositivo della mostra si apre con una natura morta cubo futurista, tratta dalla prima e unica lastra incisa all’acquaforte nel 1915 (V.inc.3), e si conclude con un esemplare dell’ultima e unica natura morta che Morandi realizzò nel 1961 (V.inc.131).
Sette delle quattordici acqueforti esposte entrarono a far parte del patrimonio del Comune di Bologna nel 1961, quando Morandi le donò, conservando l’anonimato, in occasione del riordino delle raccolte della Galleria d’Arte Moderna allora ubicata presso Villa delle Rose. Alcuni fogli appartenenti a collezioni private completano l’esposizione. Si tratta di opere concesse in comodato gratuito al museo in tempi più o meno recenti, come ad esempio I Pioppi e la Grande natura morta con la lampada a petrolio del 1930 (V.inc.76 e 75) e la già citata natura morta del 1961, appartenuta a Luciano Pavarotti.
A queste si aggiunge la stampa della sola lastra, ad oggi nota, che Morandi incise con la tecnica della ceramolle.

Oggetti esposti

Alcune vetrine permettono al pubblico di avere accesso a documenti che gettano luce sulla dedizione di Morandi verso la tecnica oggetto del focus espositivo e sui suoi lunghi anni di insegnamento. Tra questi spiccano le lettere dell’artista all’amico Mino Maccari e quelle di Carlo Alberto Petrucci, Direttore della Calcografia Nazionale di Roma a Morandi, oppure i registri, le note di qualifica e le relazioni provenienti dall’Archivio Storico Accademia di Belle Arti di Bologna.
“Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri” è accompagnata da un’agile pubblicazione realizzata dall’ufficio editoriale dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei con un testo della curatrice e immagini delle opere, in distribuzione gratuita per il pubblico.

 

Immagine d’apertura: Giorgio Morandi, Grande natura morta con la lampada a petrolio, 1930 acquaforte su rame, Collezione C.O.Z. © Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi

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