Arte

“Morandi racconta”: toni e colori delle Nature Morte di Giorgio Morandi

Con la riapertura dei musei, il Museo Morandi propone la seconda mostra su Giorgio Morandi che approfondisce il tema delle Nature morte a cui è legata la fama dell’artista


 

BOLOGNA – Prosegue al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e al Museo Morandi RE-COLLECTING, ciclo ideato da Lorenzo Balbi, che approfondisce temi legati alle collezioni indagando aspetti particolari e valorizzando opere solitamente non visibili o non esposte da tempo.
Con il ritorno in zona gialla e la riapertura dei musei, al Museo Morandi è ora allestita e visibile al pubblico la mostra “Morandi racconta. Tono e composizione nelle sue ultime nature morte” a cura di Giusi Vecchi.

 

Dopo quella sul tema dei fiori, questa seconda mostra – visitabile dal 4 febbraio all’11 aprile 2021 – è incentrata sul tema al quale Giorgio Morandi ha maggiormente legato la sua fama: la Natura morta declinata nei suoi aspetti tonali e compositivi.
Esposte 10 opere che appartengono all’ultima stagione della ricerca artistica morandiana, ovvero dal secondo dopoguerra agli anni Sessanta.

 

Un periodo caratterizzato da una cospicua produzione e ricchezza creativa dell’artista, che infatti realizzò quasi settecento nature morte (quasi settecento) di Giorgio Morandi, mentre poco più di cento paesaggi. Questa fase matura della carriera artistica morandiana vede affermarsi l’idea di serie e variante. Gli oggetti protagonisti dei dipinti del periodo, pur essendo sempre gli stessi (bottiglie, scatole, vasi etc.) risultano investiti da un’atmosfera carica di tensione psicologica.

 

   Allestimento della mostra Foto © Museo Morandi

 

È fondamentale inoltre soffermarsi sulla componente luministica delle sue creazioni.
Il colore in Morandi è espressione di luce. La luce penetra e trasforma la materia, divenendone elemento essenziale, sostanza della sua pittura. Giorgio Morandi attraverso il colore sfrutta le sensazioni, definendo le forme dei suoi oggetti nelle infinite tonalità e sfumature di vibrazioni, per questo la sua viene detta “pittura tonale”.

 

Il percorso espositivo illustra la profonda maturità artistica raggiunta da Morandi anche negli acquerelli, realizzati con maggiore assiduità soprattutto a partire dal 1956. È proprio in questa tecnica che l’artista arriva all’estrema semplificazione delle forme che, per la mancanza del piano d’appoggio, sembrano fluttuare nello spazio, come anime, presenze fantasmagoriche.

 

In mostra sono esposti anche materiali e documenti che accompagnano il visitatore nel cuore dell’approccio compositivo morandiano, e completa l’esposizione un video, realizzato grazie alla collaborazione di Lucia Luna Gallina, in cui la curatrice Giusi Vecchi racconta la stagione creativa di Morandi oggetto del focus espositivo.

 

 

Immagine d’apertura: allestimento della mostra “Morandi racconta”
Foto ©Museo Morandi, Bologna

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