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Mostra: “Femminile e femminino. Donne a casa Andersen”

Andersen fig3
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di redazione

Roma, giovedì 26 maggio 2016 –

Sarà inaugurata domani 27 maggio, alle ore 17.00, la mostra “Femminile e femminino. Donne a casa Andersen”, organizzata dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, e visitabile fino al 2 ottobre 2016.

Andersen fig3È allestita presso il Museo Hendrik Christian Andersen, il noto palazzo che è stato studio-abitazione di Hendrik C. Andersen, nel quartiere Flaminio. Oggi è appunto Museo e dal 2014 è sotto la direzione del Polo Museale del Lazio.
Hendrik C. Andersen, scultore americano di origine norvegese, viaggiando in Europa sul finire dell’800, si trasferì a Roma dove passò il resto della sua vita. Abitò in questo palazzo costruito negli anni ’20 del Novecento sotto le sue stesse direttive. Dopo la sua morte, nel 1940, lasciò allo Stato italiano lo studio, i documenti e più di 400 opere custodite nell’omonimo Museo. Nelle sue numerose sculture, ma anche i dipinti e gli scritti, è facile notare la sua grande passione per le opere grandiose, monumentali e di forte ispirazione classica, dove spicca esplicitamente la filosofia di Andersen nei confronti dell’arte che considerava un’essenziale strumento per cambiare l’umanità. In sostanza credeva che le opere d’arte stimolassero nell’osservatore un desiderio di automiglioramento. Tra le sue infinite sculture, rivolte alla perfezione, non manca tra i soggetti più raffigurati la donna. Ed è proprio un viaggio nell’universo femminile, e nella sua complessità, a cavallo fra Ottocento e Novecento che propone la mostra Femminile e femminino. Donne a casa Andersen. 
Il percorso espositivo intende, infatti, mettere in luce aspetti duraturi o mutevoli della multiforme e complessa costellazione del femminile. Fu Johann Wolfgang von Goethe a coniare la definizione di eterno femminino affermando “tutto ciò che passa non è che un simbolo, l’imperfetto qui si completa, l’ineffabile è qui realtà, l’eterno femminino ci attira in alto accanto a sé” (Faust). In tal modo lo scrittore tedesco enfatizza la “potenza” della donna che attira al cielo e conduce l’uomo fuori della dimensione del tempo. L’eterno femminino non va confuso con la “femminilità” che è piuttosto la somma dei tratti tipici che distinguono le donne nell’atteggiamento e nel gusto.

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