Arte

Mostra: Michelangelo fotografato da Amendola

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Le fotografie di Amendola entrano nei dettagli delle opere di Michelangelo, guardano i suoi marmi con occhio nuovo, attento al linguaggio della scultura

 

di redazione

MASSA CARRARA – Aurelio Amendola è noto per aver immortalato nelle sue fotografie i protagonisti dell’arte del Novecento. Come De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Andy Warhol. Tra le numerose monografie dedicate ai maggiori scultori contemporanei invece sono note quelle dedicate a Marino Marini, Burri, Manzù e molti altri. Ma Aurelio Amendola è conosciuto anche per le fotografie di sculture del Rinascimento, in particolare di Della Quercia, Donatello e Michelangelo. Proprio alle fotografie delle straordinarie sculture di Michelangelo è dedicata una mostra a Palazzo Cucchiari – Fondazione Giorgio Conti a Carrara.
Dal titolo ‘Michelangelo fotografato da Aurelio Amendola‘, a cura di Massimo Bertozzi, sarà inaugurata sabato 19 marzo e sarà visitabile fino al 12 giugno. Sarà allestita sotto le volte del piano seminterrato del Palazzo, di cui è stato ultimato il restauro e che viene aperto al pubblico per la prima volta. Con questa esposizione fotografica la Fondazione Giorgio Conti apre la stagione espositiva, che lo scorso anno prese avvio con la mostra ‘Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese all’Ermitage’. Michelangelo Cap.MediceeAurelioAmendola

Quello che le immagini di Amendola propongono è un Michelangelo in bianco e nero. Trenta scatti che immortalano le straordinarie sculture, uniche nel loro genere, con tratti e particolari che continuano a incantare e che non si finisce mai di scoprire. Veri e propri ritratti, da Giuliano e Lorenzo de’ Medici alle tre Pietà. E poi il David, Mosè, l’Adolescente custodito all’Ermitage e l’Arciere del Metropolitan di New York. Gli scatti di Amendola entrano nei dettagli delle opere del Buonarroti. Guardano i suoi marmi con occhio nuovo, attento al linguaggio della scultura e alle qualità della materia, e trasmettono perfettamente il carico di sentimenti e di patos umano delle figure michelangiolesche. Marmi che danno vita a forme sinuose delle quali Amendola esalta i particolari anatomici, riuscendo al tempo stesso a dare quell’impulso vitale di corpi, che come avrebbe detto Michelangelo “solo momentaneamente imprigionati “in pietra alpestra e dura”. Tutto questo evidenziato nella semplicità di immagini in bianco e nero. 

 

Immagini: Michelangelo-Cappelle Medicee ©Aurelio Amendola

 

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