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Il Museo del Tessuto di Prato lancia il crowdfunding per il restauro dei costumi della prima assoluta di Turandot

I due straordinari costumi risalgono al 1926, anno della prima messa in scena al Teatro alla Scala di Turandot di Giacomo Puccini. Il Museo del Tessuto di Prato ha lanciato il crowdfunding per consentirne il restauro e ha organizzato una serata-evento l’11 novembre.

di redazione

PRATO – E’ un ritrovamento spettacolare da tutti i punti di vista quello dei due costumi risalenti al 1926, anno della prima assoluta di Turandot, capolavoro del maestro Giacomo Puccini. Nonostante i segni degli anni siano ben evidenti, risaltano gli originali e raffinati colori e i pregiati tessuti e decori che richiamano il lontano Oriente. Abiti straordinari che rappresentano un pezzo importante della storia dell’opera lirica, e quindi del nostro Paese. Il loro ritrovamento consente un bel salto indietro nel tempo. In quel periodo storico in cui la vivacità del dietro le quinte dei teatri significava anche preciso e meticoloso lavoro dei costumisti, che realizzavano opere sartoriali dall’ampio spazio creativo.
I due costumi sono dunque reperti unici, assolutamente da salvare e restituire al pubblico nel loro autentico splendore. Dopo decenni di oblio, i due costumi appartenuti alla celebre soprano pratese Iva Pacetti, sono entrati quindi a far parte del patrimonio del Museo del Tessuto di Prato. Purtroppo il lungo tempo trascorso ha lasciato traccia e i costumi richiedono adesso un delicato e complesso lavoro di restauro, il cui costo è di oltre 35 mila euro. Nel 2019 il Museo ha ricevuto dalla Regione Toscana un contributo di 15 mila euro, ma per il completamento del restauro ha deciso di affidarsi alla sensibilità dei cittadini e di chi ama l’arte e la storia.

Il crowdfunding e serata – evento del 11 novembre

              Foto ©Museo del Tessuto Prato

Data l’importanza artistica e storica delle due opere, per il progetto di restauro il Museo del Tessuto ha deciso di far fede a cittadini, imprese, enti e associazioni della città di Prato e a chiunque provi passione per antichi e pregiati manufatti artistici. In tal caso affidarsi ad appassionati di costumi di scena, moda, musica, opere teatrali e liriche di tutta Italia e del mondo. Chiunque volesse contribuire al restauro di questi due splenditi tesori dell’arte artigiana dei costumisti, può fare una donazione a “Il Costume Ritrovato” – questo il nome della raccolta fondi – reperibile sul portale Eppela all’indirizzo www.eppela.com/ilcostumeritrovato.
La raccolta dura 40 giorni e mira a raccogliere 12.000 Euro. Come ogni progetto di crowdfunding, è previsto per i sostenitori una serie di ricompense che spaziano dai biglietti per visitare o entrare alle mostre del Museo del Tessuto e del Puccini Museum di Lucca, ai cataloghi. E poi anche dai foulard alle sciarpe a tiratura limitata, dagli inviti per inaugurazioni e aperitivi esclusivi alla possibilità (per aziende, enti e associazioni) di utilizzare la sala eventi del Museo.
Per dare forza all’azione di sensibilizzazione, il Museo del Tessuto ha organizzato una serata evento l’11 novembre alle ore 21. Un’iniziativa dedicata ai due costumi della Turandot, durante cui si parlerà del progetto di restauro, del loro incredibile ritrovamento e di tutte le vicende che ruotano intorno ai due costumi e su cui il Museo ha avviato delle ricerche. Il programma dell’evento prevede anche un contributo della Fondazione Puccini di Lucca su Puccini e la Turandot, una serie di intermezzi di musica e canto curati dall’Associazione Perché Verdi Viva dedicati al vasto repertorio di Iva Pacetti e l’intervento dell’Associazione Ex Allievi dell’Istituto Buzzi che dall’inizio ha abbracciato e supportato questo ambizioso progetto.

La storia dei costumi di Turandot

Foto ©Museo del Tessuto Prato

Il 25 aprile del 1926 al Teatro alla Scala di Milano andava in scena per la prima volta Turandot. L’ultimo capolavoro incompiuto del grande compositore toscano Giacomo Puccini. I costumi per la prima rappresentazione della Turandot furono realizzati dal celebre costumista del Teatro alla Scala, Luigi Sapelli in arte Caramba. Il costumista realizzò degli abiti ricchi e sontuosi ispirati ai colori e alle suggestioni di un lontano oriente. Con il passare del tempo però di questi primi costumi di Turandot si è persa ogni traccia. Fino a quando, inaspettatamente, fu proposto al Museo del Tessuto il contenuto di un vecchio baule appartenuto alla soprano Iva Pacetti. Al suo interno erano conservati gioielli, parrucche e abiti di scena, tra cui i due costumi della prima rappresentazione scenica della Turandot, fino a quel momento ritenuti perduti per sempre.
Purtroppo lo stato di conservazione degli abiti ritrovati è pessimo. Il tempo e l’utilizzo frequente da parte delle attrici nel corso delle stagioni teatrali, i materiali fragili e la conservazione non adeguata hanno danneggiato gravemente questi preziosi reperti. Entrambi i costumi necessitano di importanti interventi di restauro. In particolare, il progetto lanciato online andrà a sostenere il restauro del secondo abito, che richiede mesi di lavoro di personale altamente specializzato. L’abito – realizzato in tessuto operato e interamente broccato con filato metallico dorato – presenta numerosi fori e lacerazioni, macchie e aloni di sporco, e il filato dorato metallico scucito in più punti. Una volta restaurati e tornati al loro originario splendore, i costumi saranno al centro di una nuova grande mostra sulla Turandot di Puccini, che la Fondazione Museo del Tessuto ha in programma per la primavera del 2020.

 

*In alto: uno dei due costumi di Turandot da restaurare.
Foto ©Museo del Tessuto Prato

Info
Museo del Tessuto
Via Puccetti 3 – 59100 Prato (PO)
Orario
Martedì–Giovedì 10.00–15.00
Venerdì–Sabato 10.00–19.00
Domenica 15.00–19.00
Chiuso il Lunedì

 

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Antonella Furci Autore di Artefair

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