Arte

Museo Marino Marini: prorogata fino al 29 febbraio la mostra di Pablo Bronstein ‘Studi di scomposizione manierista’

Pablo Bronstein.01

di redazione

Firenze, martedì 16 febbraio 2016 –

Prevista inizialmente fino al 20 febbraio, la mostra dell’artista Pablo Bronstein (1977) al Museo Marino Marini di Firenze è prorogata fino a lunedì 29 febbraio.

Pablo Bronstein.01Studi di scomposizione manierista, a cura di Alberto Salvadori e Leonardo Bigazzi, è la prima personale dell’artista in un’istituzione museale italiana.
Pablo Bronstein si misura in questo progetto inedito pensato e realizzato per il Museo fiorentino su un tema a lui particolarmente caro, come da molto tempo va facendo: la rielaborazione di stilemi e concetti decorativi dell’architettura e del teatro europeo dal rinascimento ai giorni nostri. Le sue elaborazioni, formalmente concretizzate con disegni di raffinatissima fattura, istallazioni e performance, concettualizzano un tema affascinante e incontrollabile, dettato nei sui principi dalla fantasia e capacità di elaborare dati esistenti, andando a definire un’affascinante metastoria dell’architettura.

In mostra una nuova serie di disegni e maquettes sviluppate dall’artista in dialogo con il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Cappella Rucellai, entrato a far parte del percorso di visita del Museo Marini grazie al restauro del 2013. Capolavoro del Rinascimento, progettato sul modello del Santo Sepolcro a Gerusalemme, il Tempietto fu commissionato ad Alberti da Giovanni di Paolo Rucellai e la sua costruzione fu completata nel 1467.
L’esposizione sviluppa alcuni temi fondamentali della ricerca dell’artista, e in particolare le relazioni estetiche e concettuali tra il modello e gli oggetti che derivano dal suo studio. In un gioco continuo di sovrapposizioni di stili, citazioni e confronti, Bronstein costruisce un resoconto storico immaginario dell’opera di Alberti, seguendola idealmente nei secoli successivi alla sua costruzione, dalle possibili contaminazioni manieriste, fino ad arrivare agli esuberanti stilemi decorativi e teatrali del barocco.

Attraverso l’uso di stampe e rendering 3D estremamente elaborati, l’artista costruisce dei modellini che riproducono in scala ridotta il Tempietto – Sepolcro Rucellai con leggere correzioni manieriste I-IV – Pablo Bronstein.02con delle aggiunte decorative come nicchie, colonne o altre aperture. Le modifiche allo stile originale diventano invece più radicali nelle due strutture gemelle più grandi, dal titolo Il Sepolcro Rucellai come base per una costruzione manierista su larga scala I – II, che andranno a occupare l’intera parte finale della cripta del Museo. L’operazione manierista di Bronstein, suggerita già dal titolo della mostra, identifica quindi l’opera di Alberti come modello, ne opera una progressiva e personale decostruzione, e alterandone lo stile e le proporzioni armoniche genera delle strutture ibride e anacronistiche.

In forte contrasto con l’estetica contemporanea delle stampe 3D, i disegni dell’artista sono realizzati con uno stile classico e molto raffinato. Il Tempietto è rappresentato come un’icona popolare in Festeggiamenti in Piazza San Firenze che trasformato in un carro festivo perde del tutto il contesto originario. Nel disegno di grande formato, Monumento funerario del XVII secolo con incorporati resti di un Sepolcro rinascimentale, l’artista immagina invece che il Tempietto Rucellai sia stato frazionato e trasportato a Roma per essere incorporato in un grande monumento funebre. Nella serie di disegni più piccoli, Assemblaggi manieristi con frammenti di una struttura di Alberti, il Tempietto assume le forme più svariate: da una fontana da giardino fino ad un tempietto classico che ricorda l’Eretteo dell’Acropoli di Atene.
Una sezione della mostra è infine dedicata ad opere realizzate dall’artista negli ultimi anni, tra cui il video Origin of Sprezzatura (2010) e una selezione di disegni eseguiti tra il 2007 e il 2014, provenienti da importanti collezioni private italiane. Chiude il percorso espositivo Sepulchre with Dancer (2012). 

La mostra è realizzata con il supporto di OAC Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Galleria Franco Noero (Torino) e Herald St. (Londra). Si ringrazia inoltre per il sostegno Golden View Open Bar.

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