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Museo MArTa: una serie di iniziative per interagire meglio con i rilevanti reperti

Museo MArTa
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di redazione

Taranto, mercoledì 14 settembre 2016 –

E’ una interessante fucina di iniziative cultuali il MArTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Il capoluogo pugliese ha deciso bene di puntare sul suo importante ente museale, custode di un grande patrimonio archeologico, considerato,

Museo MArTaa ben dire, motore di sviluppo sia culturale che turistico. Il tutto per renderlo sempre più fruibile al pubblico e presentarlo come un luogo propulsore di attività culturali di grande interesse.
E questo è reso possibile grazie a una nuovo programma museale e ai tanti e diversi eventi presentati. Tra questi c’è innanzitutto  la decisione di tenerlo aperto in notturna (dalle ore 20 alle 23) ogni giovedì con il “MarTa by night”. E infatti domani, 15 settembre, il MarTa invita a non perdere, nelle tre visite notturne (ore 20, 21 e 22), “I tesori mai visti” dei depositi del museo. L’esposizione allestita al secondo pianoneo-inaugurato e con dimostrazioni di attività di restauro, ha come tema “Officine tarantine. Artisti e artigiani negli ateliers ceramici del IV sec. a.C.”, a cura di Amelia D’Amicis.
Tornando alla pluralità di appuntamenti che il Museo propone ai visitatori, sempre ogni giovedì, e quindi domani, si aggiunge anche un’altra iniziativa: Teatro al MArTa. Alle ore 21 infatti il museo pugliese MArTa Amore Psichesarà palcoscenico di “Amore e Psiche” tratto da Apuleio e portato in scena dalla Compagnia Burambò.
Arte, teatro ed eventi vari, insomma, tra cui va citato “Fab Lab” un luogo didattico accessibile a tutti, per far integrare l’offerta artistica e archeologica del museo all’interesse verso il mondo della arti e dello spettacolo.
E’ inutile ribadire quanto grande sia il valore del suo patrimonio archeologico custodito al suo interno. Al MarTa sono esposti decine di migliaia di reperti che vanno dal V millennio a. C. all’età Bizantina. Sono reperti di assoluto rilievo, come il restaurato Zeus di Ugento, ritrovato nel 1961 in Salento, la copia della ‘Persefone Gaia‘ e la Kore di Montegranaro. Ci sono poi le Veneri di Parabita di 20mila anni fa, e l’Atleta di Taranto, un unicum archeologico.

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