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Muve, il Collezionismo Contemporaneo in mostra a Palazzo Fortuny

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di redazione

Venezia, venerdì 1 luglio 2016 –

La tipologia espositiva di Palazzo Fortuny si muove sempre lungo il percorso multidisciplinare tipico dell’esperienza artistica di Mariano Fortuny.

collezionismo a palazzo fortunyCon la mostra “Quand fondra la neige, où ira le blanc” – titolo “prestato” da un’opera di Rémy Zaugg – il tema come quello del collezionismo appare perfettamente in linea con l’identità eclettica e misteriosa dello stesso Fortuny, attento e sofisticato collezionista. Con questa mostra – promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e visitabile fino al 10 ottobre 2016 – prende vita a Palazzo Fortuny un articolato progetto espositivo, ideato da Daniela Ferretti e a cura di Eric Mézil e Lorenzo Paini, che intende tracciare il profilo di alcune delle personalità più rilevanti del collezionismo contemporaneo. Al contempo illustra come si è evoluta la figura del collezionista, dal Rinascimento a oggi.
Un tema di grande attualità questo, che vede come principale protagonista Enea Righi, imprenditore bolognese che in trent’anni ha plasmato una delle più importanti collezioni d’arte contemporanea presenti nel nostro Paese. Per la mostra è stato selezionato un nucleo di opere della collezione Righi partendo dalle specificità degli spazi e dalla storia di Palazzo Fortuny, definendo alcuni dei temi più significativi tra quelli che s’intrecciano nella collezione. Ogni piano di Palazzo Fortuny è stato concepito come un viaggio simbolico teso verso la ricerca della propria identità. Agli artisti attivi a partire dagli anni Sessanta e Settanta – come Alighiero Boetti, Daniel Buren, Robert Barry, Lawrence Weiner, Enzo Mari, Superstudio e Franz Erhard Walther – sono messi in relazione alcuni tra i più rigorosi interpreti della ricerca artistica contemporanea internazionale – tra i quali Walid Raad, Thomas Hirschhorn, Philippe Parreno, Ryan Gander, Zoe Leonard, Peter Friedl – costruendo una narrativa a più voci, capace di muoversi dalle tematiche dell’architettura e della performance, ai concetti di corpo e vuoto. Il tutto cercando di individuare una prospettiva inedita, colta nel tentativo di rintracciare un senso. Quello stesso senso che per un collezionista coincide spesso con la propria vita.

La collezione Righi – che è esempio del più autentico collezionismo, slegato dalle leggi del mercato e da un approccio speculativo all’arte – rappresenta il mondo interiore del suo artefice, del suo sentire o anche più semplicemente gli interrogativi e le paure. Una personalissima decodificazione del suo modo di essere, attraverso cui si ha la possibilità di leggere in controluce il riflesso del tempo e della storia.

Info

http://fortuny.visitmuve.it/

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