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Napoli sound (e non solo…). La tendenza di tornare alla tradizione

canzoni di napoli
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di Livia Vassallo

Roma, martedì 7 marzo 2017 –

Musica – Se pensassimo al panorama musicale attuale e ci concentrassimo sulle tendenze dilaganti tra i giovani, mai, certamente, ci verrebbe in mente il genere neomelodico.

canzoni di napoliEppure, stando ai dati di vendita dischi, in Italia il neomelodico riceve gran numero di consensi anche oltre i confini della Campania. I giovani cantanti che aderiscono, per così dire, al genere, sono delle vere e proprie celebrità a Napoli e non solo; si tratta di eredi della secolare tradizione musicale partenopea che vede tra i capostipiti Mario Merola, Gigi D’Alessio, ma anche lo stesso Massimo Ranieri. Sono ragazzi che presentano testi drammatici e sentimentali, in dialetto e non, e che sembrano far presa sul pubblico. Anche i video clip giocano un ruolo fondamentale nel successo suscitato dai neomelodici, ambientati frequentemente tra le strade della città e ricchi di coreografie.
I cantanti più noti sono Nico Desideri, i suoi figli Salvatore e Giuliano (celebri anche per la loro collaborazione con il rapper Clementino), Tony Colombo, Giusy Attanasio e Nancy Coppola (concorrente dell’ultima edizione dell’Isola dei famosi). L’età non è importante, bambini e ragazzini possono cantare ed esibirsi con testi che insistono su tematiche amorose o addirittura sessuali. Tengono concerti nelle piazze e nei locali, ma si dedicano anche a rallegrare battesimi, matrimoni e feste di compleanno. A questo proposito come non ricordare il trash carnevalesco e senza dubbio allegro programma di Real Time ‘Il boss delle cerimonie’? E addirittura il reality Napoli Sound andato in onda dal 28 novembre e condotto dalla stessa Nancy Coppola?

Il termine ‘neomelodico’ è stato spesso caricato di connotazioni negative e associazioni (non sempre fuorvianti) con la criminalità locale, ma non è solo questo, non è tutto qui, cantanti e fan non ci stanno. 
Si tratta di musica fortemente melodrammatica che spesso sfocia nel trash sfrontato, musica “ignorante”, per usare un’espressione gergale, ma pur sempre musica sentimentale. I cantanti sono artisti talentuosi, sono bravi, intonati e forniti di un bel timbro vocale e comunque, a loro modo, facilmente distinguibili in uno scenario in cui tutto somiglia un po’ a tutto e di conseguenza senza dubbio originali.
Come originale è l’idea di proseguire una tradizione che, contrariamente alle previsioni, risulta destinata ad aver vita lunga. E’ comunque un genere divertente e fa sorridere, ma soprattutto un simbolo, come ogni forma d’arte prodotta da una società in un dato periodo storico, per molti dei ragazzi di Napoli che riescono, forse, a sentirsi meno divisi dai confini dei quartieri. Un’attività per tenersi impegnati e allontanarsi dai pericoli della strada, un modo per aver successo ed essere ‘rispettati’ lontani da famiglie camorriste e paranze, e anche per condividere tormenti amorosi e gioie tipiche dei ragazzi di ogni regione.

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