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“Nelle mani di Vivian Maier” all’Arengario di Monza

Vivian Maier Arengario
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di redazione Arte Fair magazine

Monza, lunedì 10 ottobre 2016 –

Tutto il mondo oggi acclama Vivian Maier(1926-2009) come una delle maggior esponenti della street photography. Peccato che lei non lo ha mai saputo.

Vivian Maier ArengarioNella sua vita ha fatto sempre la bambinaia nelle famiglie altolocate di New York e Chicago dagli anni ’50 in poi. Oltre ad accudire i figli degli altri aveva una grande passione: la fotografia. Non usciva mai di casa senza la sua macchina fotografica. Fotografava tutto ciò che per strada colpiva i suoi occhi, con spirito curioso e molto attento ai particolari. Immortalava chiunque, un gesto, uno sguardo e così via. Insomma catturava momenti di vita quotidiana americana divenendo una segreta testimone degli anni e dei periodi che segnarono tutta la seconda metà del ‘900. Le immagini, che scattava nei momenti liberi e in vacanza, ma ogni tanto anche quando usciva per una passeggiata con i bambini, appartengono dunque alla street photography. Accumulò centinai di fotografie e soprattutto un numero impressionante di negativi (oltre 120.000 negativi) da lei gelosamente e segretamente custoditi in un baule. Solo nel 2007 questo suo tesoro fotografico fu per caso scoperto grazie alla tenacia del giovane agente immobiliare John Maloof, anche lui americano, figlio di un rigattiere. Il ragazzo volendo fare una ricerca sulla città di Chicago, e avendo poco materiale iconografico a disposizione, decise di comprare in blocco per 380 dollari in un’asta il contenuto di un box zeppo di oggetti più disparati. Mettendo ordine tra le varie cianfrusaglie il ragazzo reperì una cassa contenente centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare. Dopo aver stampato alcune foto, Maloof le pubblicò su Flickr ottenendo un entusiastico interesse da parte di molti. Decise perciò di andare alla ricerca della donna artefice delle immagini, arrivando così a Vivian Maier che morì nel 2009.
La Maier è la classica artista inconsapevole di esserlo, che non assaporerà il sapore del successo che arriverà postumo.
In pochi anni sono tante le mostre dagli Usa all’Europa dedicate a questa tata dalle particolari doti di fotografa. Anche in Italia non sono mancate esposizioni a lei dedicate.
Una di queste è la mostra “Vivian Maier. Nelle sue mani” inaugurata proprio questo week end a Monza, dove è allestita negli spazi dell’Arengario e sarà visitabile fino al 8 gennaio 2017. In mostra sono esposti un centinaio di scatti – in maggior parte per la prima volta in Italia – in bianco e nero e a colori, oltre che pellicole super 8 mm. Il percorso espositivo descrive Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della sua produzione. La mostra è a cura di Anne Morin, ed è prodotta e organizzata da
ViDi, in colaborazione con Comune di Monza, di Chroma photography, Howard Greenberg Gallery, John Maloof Collection.

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