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Nik Spatari: addio all’artista visionario che nella sua terra ha fatto un tempio dell’arte

E’ morto Nik Spatari, l’artista calabrese di fama internazionale ci ha insegnato come amare la propria “arida” terra, rendendola fertile di arte e cultura

 

di Antonella Furci

REGGIO CALABRIA – Nik Spatari, artista visionario e architetto calabrese, è morto all’età di 91 anni. Insieme alla sua adorata moglie Hiske Maas, ha dato vita nel suo paese d’origine, Mammola, al MuSaBa. Un’opera museale straordinaria nel cuore della Calabria, in prossimità di una delle porte d’ingresso del Parco Nazionale d’Aspromonte. Lì, in quel territorio per anni martoriato dall’ignoranza e dalla bassezza culturale e morale di uomini senza scrupolo.
Con occhi e mente lungimiranti, Nik Spatari è stato capace di guardare oltre la cortina dell’apparenza e dei soliti luoghi comuni, quelli principalmente degli stessi calabresi.
L’artista ha visto nelle sue radici, nella sua terra natia, una risorsa. Un futuro tracciato dalla sua antica storia e dal suo ambiente incontaminato. Eppure Nik Spatari avrebbe potuto scegliere la via semplice, quella scelta e percorsa negli anni da milioni di calabresi, che hanno preferito gettare la spugna e andare via. Partire per non tornare, e non solo in cerca di lavoro o per studio anche, e purtroppo spesso, per la sola voglia di andare alla ricerca di “civiltà” e “modernità”, incapaci di contribuire a costruirne una propria.
Nik Spatari invece ha fatto tutto il contrario. Ha vissuto e lavorato nella Parigi degli anni d’oro, è stato amico di Cocteau e Picasso, ha frequentato Sartre e Le Corbusier. E negli anni ’60, dopo un periodo a Milano nella quale aveva gestito una galleria, Spatari ha deciso di tornare in Calabria e riappropriarsi delle sue radici. Ha scelto il contatto quotidiano con la sua identità territoriale e culturale. A Mammola, Nik Spatari è stato capace di immaginare il luogo adatto in cui realizzare un “tempio dedicato all’arte contemporanea”. Un tempio in cui trovare ispirazione, sbizzarrire il proprio estro, esprimere se stessi e la propria interiorità. E insieme alla moglie Hiske Maas, mette su il “MuSaBa“, un Parco Museo a cielo aperto in cui aprire la mente, arricchire il cuore ed entrare in contatto con la storia, la natura e lo spirito creativo dell’arte. Il MuSaBa è nato proprio dall’idea innovativa di realizzare un luogo artistico improntato da un principio di presidio attivo, un vero e proprio parco scientifico, un laboratorio improntato sulla forte interattività.
A 91 anni Nik Spatari ha lasciato questa terra consegnando definitivamente a noi (calabresi e italiani tutti) una preziosa eredità, ma prima ancora ci ha lasciato un grande esempio.
L’esempio di come amare con coraggio la propria terra e le proprie origini; di come contribuire a migliorarla tornando a riviverla dopo aver fatto tesoro di esperienze fuori. Ma Nik Spatari ci ha insegnato soprattutto che non si arriva mai troppo lontano estirpandoci di dosso le proprie radici.
I frutti migliori sono quelli dell’albero con un saldo e forte apparato radicale, il resto sono solo labili talee nella perenne ricerca di attecchire nel terreno più consono. 

Immagine d’apertura: Nik Spatari al MuSaBa. 
Foto da Ansa 

© Riproduzione riservata

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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