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Opere d’arte rubate e mai ritrovate: ecco i furti più clamorosi avvolti nel mistero

Da Caravaggio a Rembrandt, da Renoir a Van Gogh, ecco alcuni clamorosi furti di opere d’arte, alcuni avvolti nel mistero altri risolti 

 

Il mercato nero di opere d’arte e reperti archeologici è quasi equiparabile a quello di droga e armi. Produce ogni anno nel mondo un giro d’affari stimabile a circa sei miliardi di euro. Tuttavia, non tutti sono a conoscenza che la storia del collezionismo d’arte è attraversata anche da questo spiacevole fenomeno. Purtroppo fanno molto gola a trafficanti e mercanti senza scrupolo le opere d’arte di importanti artisti, opere quindi di grande valore commerciale. Ma privare un museo di uno dei suoi capolavori esposti, va ben oltre l’atto materiale del furto e il valore non si ferma solo a quello monetario. L’intera collettività a cui appartiene il museo fonda la sua identità storica e culturale nel proprio patrimonio artistico. Nel corso degli anni diversi e clamorosi furti sono stati portati a segno. Come il caso più eclatante della Gioconda dal Louvre, rubata nel 1911 e ritrovata due anni dopo a Firenze sotto il letto di Vincenzo Peruggia. Ma se alcuni trafugamenti non hanno avuto esito positivo per i ladri, perchè le opere sono state recuperate, altri furti purtroppo continuano ancora oggi a rimanere avvolti nel mistero. Di seguito vi elenchiamo alcuni casi clamorosi di furti di opere d’arte, di alcune di esse si sono perse le tracce, altre sono state recuperate dopo anni. 

1) Partiamo dal furto che resta quello più doloroso per l’Italia e tra i misteri più fitti del mondo dell’arte, nonostante siano trascorsi cinquantanni. Si tratta di quello della Natività con San Francesco e San Lorenzo del Caravaggio, rubata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai più recuperata. Le speranze di risolvere il caso della scomparsa della Natività si sono riaccese proprio nel giugno dello scorso anno. Dopo che gli investigatori italiani avevano fatto sapere che “Gaetano Grado, un pentito di mafia, aveva rivelato che Gaetano Badalamenti, al tempo uno dei più potenti boss siciliani, era stato messo in contatto con un commerciante d’arte in Svizzera. Dove oggi i pubblici ministeri sono al lavoro in cerca di nuovi testimoni che potrebbero chiarire uno dei più grandi misteri della storia dell’arte”. 

Caravaggio, Natività con San Francesco e San Lorenzo

2) Il 22 dicembre 2000 al Museo nazionale di Svezia a Stoccolma si perdevano le tracce di tre importanti opere. L’Autoritratto (1630) di Rembrandt e due tele di Pierre-August Renoir: Giovane Parigina (1874 circa) e Il giardiniere.
Il tutto per un valore di circa 30 milioni di dollari. Il furto è stato compiuto in una manciata di minuti da 3 banditi armati di pistole e mitra. I ladri hanno fatto irruzione nel museo durante l’ora di chiusura, hanno staccato i quadri dai muri e sono poi fuggiti con una piccola auto appostata vicino al museo. Dei tre dipinti, solo Il Giardiniere di Renoir è stato recuperato successivamente dalla polizia durante un’indagine non collegata ai furti. Degli altri due quadri, nonostante siano invendibili, si è persa traccia.

   Rembrandt. Autoritratto 1630

3) Un anno prima, precisamente la notte di Capodanno del 1999, dal celebre Ashmolean Museum della città universitaria di Oxford, è stata trafugata la tela «La veduta di Auvers-sur-Oise» di Paul Cézanne. L’opera dipinta tra il 1879 e il 1882 ha un valore stimato attorno ai 3,5 milioni di euro.
I ladri si sono arrampicati sui tetti del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Istituto di Archeologia e da lì hanno raggiunto il lucernario dell’Ashmolean. Indisturbati si sono calati poi dal tetto staccando infine il quadro dalla parete. Un po’ come avviene nei migliori film d’azione.

   Paul Cezanne, View of Auvers sur Oise

4) Fuori dal territorio europeo, alcuni anni fa si è consumato un altro celebre furto: quello della natura morta I papaveri che Vincent Van Gogh dipinse nel 1887. L’opera è stata rubata nel 2010 dal Museo Mohamed Mahmoud Khalil del Cairo e ancora oggi non è stata ritrovata. Il suo valore stimato è di circa 50 milioni di dollari, una cifra che aveva già fatto gola precedetemene. È interessante infatti notare che lo stesso quadro era stato rubato nel 1977, ma che era stato recuperato in Kuwait.

   Van Gogh, I papaveri 1887

Opere ritrovate – Tra i furti clamorosi effettuati nell’ultimo ventennio, ma che dopo anni hanno visto un lieto fine, è da citare senz’altro quello avvenuto nel 2002 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Al centro dell’attenzione dei ladri ancora una volta le opere del celebre artista. Dal museo di Amsterdam erano state trafugate il 7 dicembre La chiesa riformata di Nuenen (1884) e Vista della spiaggia di Scheveningen (1882). I due dipinti erano stati rubati poco prima che il museo aprisse al pubblico e i ladri avevano utilizzato una scala per arrampicarsi fin sopra il tetto e da lì calarsi all’interno evitando i sistemi di sicurezza. Le tele appartengono al primo periodo “olandese” del pittore e il loro valore si aggira intorno a circa 100 milioni di dollari. Alcuni componenti della banda ritenuta responsabile del furto, erano stati arrestati circa un anno dopo, ma la refurtiva non era stata recuperata. Per sapere che fine avesse fatto bisognerà attendere quattordici anni dopo, il 2016. Quando le due opere vengono recuperate dalla Guardia di Finanza a Castellammare di Stabia, nella casa di un boss della camorra.

Van Gogh, La spiaggia di Scheveningen

Immagine d’apertura: Paul Cézanne, Vista di Auvers-sur-Oise

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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