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Opere trafugate: e se la Rai lanciasse un programma Chi l’ha visto Arte?


L’idea lanciata dal comandante Roberto Riccardi in commissione Cultura del Senato per dare risalto ai capolavori italiani andati perduti


 

ROMA – Si torna a parlare delle tante opere d’arte e reperti archeologici, tesori inestimabili del patrimonio culturale italiano, da molti anni preso di mira da tombaroli e spregiudicati mercanti d’arte. Se da un lato si è riusciti, spesso per casualità, a ritrovare capolavori perduti, e a farli rimpatriare, dall’altro molti altri mancano ancora all’appello. E allora cosa fare? Lo spiega il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio culturale dei Carabinieri, Roberto Riccardi, nel corso dell’audizione, della scorsa settimana, in commissione Cultura del Sentato. Durante la quale si è discusso sull’affare assegnato riguardante la restituzione di beni culturali illecitamente esportati.

Se Rai Parlamento creasse un “Chi l’ha visto Arte” si potrebbe dare risalto a tutti i capolavori culturali che mancano all’appello: dal 1969 ne abbiamo recuperati oltre tre milioni e mezzo, ne vogliamo molti di più” – ha lanciato il generale Roberto Riccardi.
“Nel 2016 la Ragioneria dello Stato ha valutato il nostro patrimonio culturale in 986 miliardi di euro. Ma è solo un aspetto perché il valore identitario, storico e artistico va ben oltre” – ha detto Riccardi aggiungendo: “E’ una lotta che va combattuta sul piano internazionale e condivisa nel mondo. A questo fine stiamo sviluppando la cooperazione e nel 2016 sono stati creati i Caschi Blu della Cultura. Stiamo lavorando anche a una banca dati, che sarà completata nel dicembre 2022, che ci permetterà di trovare reperti e recuperarli o rivendicarli se si trovano all’estero”.

Il generale Riccardi ha rimarcato poi che i “passi avanti registrati a livello normativo con la direttiva europea del 2014 che prevede la restituzione tra paesi Ue di beni portati all’estero in maniera illecita dopo il 1993. Così come la ratifica della Convenzione di Nicosia, che potrebbe portare a pene più ficcanti e l’introduzione dell’istituto dell’agente sotto copertura”. Nel 2020, come ha ricordato il comandante Carabinieri Tpc, è stato recuperato “mezzo milione di beni culturali”. “Importantissimo – ha aggiunto – è il lavoro di sensibilizzazione perché senza l’aiuto dei cittadini, con le loro informazioni, siamo destinati alla sconfitta”.

 

Immagini d’apertura: Carabinieri Tpc durante presentazione di un’opera recuperata

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