Cultura

Philippe Leon e i suoi “mondi” dalla musica alla pittura Pop Art


Philippe Leon racconta in un’intervista la sua carriera di compositore e scrittore per grandi artisti della musica italiana e di pittore Pop Art


 

ROMA – In questo periodo è impegnato nel nuovo progetto Banda Leon, di cui vi avevamo già parlato (qui -> l’articolo). Philippe Leon, compositore, autore, paroliere di artisti del calibro di Celentano, Mina, Giorgia, Loredana Bertè, Patty Pravo, e molti altri. Ma anche pittore vicino alla Pop Art. Nell’intervista qui di seguito, il maestro  racconta la sua sfida in campo artistico, che spazia dalla musica all’arte figurativa. 

Buongiorno Maestro. Lei è compositore, autore e paroliere di notevoli artisti della musica italiana. Com’è iniziata questa meravigliosa avventura?

Tutto è iniziato da giovanissimo, andavo alle giostre con i miei amici. Mentre ero sulle macchine a scontro, sentivo cantare un cantante di nome Celentano. Ho pensato: adesso provo a scrivere una canzone e gliela mando. Il mio sogno si è avverato, poi ho scritto canzoni per tanti altri: Mina, Patty Pravo, Bertè, Amanda Lear, Giorgia ecc.

La sua sfida in campo artistico figurativo si è indirizzata verso la Pop Art che coi suoi colori sgargianti e la grinta rappresentano bene l’energia e l’entusiasmo tipiche della sua indole creativa. È d’accordo?

Sono perfettamente d’accordo e dirò di più, il mio modo di dipingere è inevitabilmente influenzato da quello che i muri di Milano offrono a spettatori attenti e che sono una eccellete galleria d’arte a cielo aperto. In effetti nel mio modo di dipingere c’è anche molta street art che ho modo di osservare nel tragitto da casa allo studio di registrazione.

Dietro ai colori vibranti che lei sceglie, per i suoi soggetti, una volontà di rappresentare anche la disillusione e la solitudine, un limite a cui è andata incontro la nostra cultura globale?

Ogni forma d’arte, inevitabilmente è testimone del tempo e delle circostanze sociali ed esistenziali. Nella mia c’è il costante dialogo tra me e “i mondi” che mi circondano. Testimonianza, indagine interiore e denuncia sociale vestite a festa con colori primari o comunque vivaci questa è la mia pittura.

Quale mistero celano quei suoi occhiali neri da sole?

Ho vissuto tutta la mia vita soprattutto di notte, lavorando in tantissimi locali in giro per il mondo, inoltre avendo gli occhi chiari la luce del giorno mi dà fastidio. Questa è la pura verità.

 

Immagine d’apertura: il maestro Philippe Leon 


Ti potrebbero interessare anche:

A.R. PENCK: la grande retrospettiva al Museo d’arte di Mendrisio

C’erano tre rose rosse di Stefania P. Nosnan, una storia unica e vera

 

© Riproduzione riservata

Comment here

1 × tre =