Arte

Piero Raspi: dalla luce al colore, la mostra a Villa Torlonia


Casino dei Principi di Villa Torlonia presenta la prima antologica di Piero Raspi, artista tra i protagonisti del periodo informale italiano


 

ROMA – Fino al 9 gennaio 2022 al Casino dei Principi di Villa Torlonia la prima antologica del pittore spoletino Piero Raspi, classe 1926. Curata da Marco Tonelli, direttore artistico della Galleria e sostenuta dall’Archivio Raspi, la mostra racconta in modo esaustivo la carriera di uno dei protagonisti del periodo informale italiano.
La pittura di Piero Raspi si è evoluta nel corso degli anni: dalle esperienze degli anni Sessanta a quelle più liriche tipiche degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Il tutto attraversando fasi in cui si è dedicato ad opere materico-oggettuali.
L’esposizione dispiega la vicenda pittorica di Raspi a partire dal 1955, con il dipinto Paesaggio verde, con cui l’artista prese parte al Premio Spoleto di cui vinse due edizioni.  Fondamentale per l’affermazione dell’arte informale per le esperienze dell’ultimo naturalismo di Francesco Arcangeli (da Raspi filtrato attraverso il Gruppo dei pittori spoletini fin dal 1954).  

 

   Piero Raspi

 

Il percorso espositivo

La mostra segue un andamento cronologico e inizia con opere del periodo informale (1955-1961). Seguono dipinti e carte realizzati tra metà anni Sessanta e fine anni Settanta, fino ad arrivare agli anni Novanta e Duemila. Una delle sale ospita alcuni documenti d’archivio (cataloghi e carteggi) provenienti dalla Quadriennale di Roma.
La stanza conclusiva invece è dedicata agli artisti informali compagni di Raspi, italiani e internazionali (Canogar, Marignoli, De Gregorio, Bendini, Leoncillo, Hoehme, Götz, Bogart). I loro dipinti provengono dalla collezione dell’Attico.
Infine, 5 opere di piccolo formato costituiscono un’appendice alla mostra che documenta la grande scultura a rilievo metallico Omaggio a Burri. In mostra è presente anche il film-documentario su Piero Raspi: Dalla luce al colore. Dipinti 1955-2005, regia di Luisa Galdo.

 

Immagine d’apertura: Piero Raspi, particolare de Opéra Comique, 1964 © Archivio Raspi


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