Cultura

Primavera…

Primavera…una tela. Uno spazio dove il tempo non c’è. Dove avverti parole e note in un silenzio… che diventa soffio d’eterno.

 

di c.c.

…una tela. Uno spazio dove il tempo non c’è. Dove avverti parole e note in un silenzio… che diventa soffio d’eterno. Illuminazione irruente che dipana sulle pareti del cuore una impronta del Creatore. Un frammento di vita disteso su fili legati al cielo. Supino fra i colori, a regalare loro versi di parole silenti da insegnare al mondo. Una visione di mare e di rosso che prevale al di là degli occhi che portano l’orizzonte sotto i nostri piedi… in un sussurro di un drago cresciuto davanti alle mani sporche di uomo.
Come non siamo riusciti a ‘vedere’, a specchiarci in quelle assenze che chiamiamo… quotidiano? Accudiamo questo cucciolo all’interno di una dimora imbiancata dai nostri sorrisi di coscienze oneste, dipendenti da approvazioni altre.
Un giorno e un giorno li portiamo davanti a un meridiano che spostiamo a nostro piacimento senza affrontare la pietà dell’attimo da vivere, il significante privato delle vocali per non farlo esprimere, scaviamo dietro di noi delle buche per confonderle con le impronte dei nostri passi… segni da non lasciare per non essere ritrovati dall’amore.
Perché? E’ più semplice così, fingere d’essere leggeri al cielo ma poi spostare continuamente delle zavorre uncinate alle porte della storia di ognuno, impedendo di alzare gli occhi a noi stessi, e nella verità!
Superficie superficiale attraversa in galleria un viaggio in ritardo in partenza, per dettare al nulla il ritmo affannato di uomini ricercatori… di non si sa cosa e quanto. E poi ci dicono che ‘ci siamo quasi’ a scoprire…, non so… non ho ascoltato l’ultima parte della notizia, ero impegnato a dar da mangiare al drago. Vano nascosto, umido sole che asciuga questa tela di colori vivi, che urla la vita a discese di opportunità limate da uomini mediocri.
Sfocate poi le parole che pronunciamo, senza peso, senza una via di cuore che, invece pretendiamo di far percorrere solo perché… il mio ‘io’ ci ha ragionato, il tempo si è mosso, lo spazio è più breve.
Poi c’è sempre il drago che pone il giusto peccato, giustificazione da tassello mancate ad un puzzle in bianco e nero ammirato a colori da anime cieche! Sostare davanti a noi stessi per far finta di d’essere in ritardo per l’amore e per il perdono, accusare l’altro del tempo perduto, sputare parole ignoranti per colpire, per ferire a morte chi non la pensa come te…, solo perché ti sei permesso di vestirti del colore che a lui non piace.
E’ giusto così, dicono, toglierti i semi dal terreno mentre stai arando… e sacrificando parole e colori su una tela che il drago brucerà!!! Ma non si è considerata la Primavera, però. Si sa che arriverà, non la si può fermare, non prenderà parte al bugiardo raccolto dell’empio.
Al mediocre non darà frutto, al cieco darà i suoi occhi. Pronuncerà parole nuove, darà colori nuovi al cielo. Cosa potrà il drago… non potrà che fuggire, fra cuori luridi, cuori assassini, cuori deformi.
Ma la Primavera però verrà, per il terreno arido che per quello fertile, per il silenzio e per il frastuono. Chi La ‘vedrà’?
Chi avrà consapevolezza delle proprie ferite, per quelle che nascondiamo al mondo per pudore, per non essere giudicati, per non essere inferiori a nessuno. Ma… siamo creature… infinitamente piccole… e grandi nell’Amore. La Primavera… verrà, la Primavera salverà, la Primavera è qui… ora. Dio.

 

© Riproduzione riservata

About Author

Comment here

quattro + 6 =