Teatro

Progetto Kantor 100: Versiliadanza dedica un focus Tadeus Kantor

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In occasione dell’anno kantoriano, con Progetto Kantor 100 Versiliadanza dedica un focus all’artista Tadeusz Kantor 

 

di redazione

FIRENZE – Tadeusz Kantor (1915-1990) era un artista a 360°. Era completo, totale. Pittore, scenografo, teorico, creatore di happening, regista, costruttore di incredibili macchine teatrali. Era sostanzialmente un ‘Poeta’.
A dare grande notorietà a Tadeus Kantor è infatti la sua poetica teatrale, che elabora subito dopo la seconda Guerra mondiale e che esprime nel manifesto cardine nel 1975, il “Teatro della Morte”.
Crea lo spettacolo riferimento importante per la ricerca teatrale del Novecento:”La classe morta”.
In occasione dell’anno kantoriano (6 aprile 2015 – 6 aprile 2016 ) per il centenario dalla nascita di Tadeus Kantor, Versiliadanza dedica un focus a questo grande artista.
L’evento è organizzato in collaborazione con Elsinor- Centro di Produzione Teatrale, nell’ambito del progetto di residenza Flow al Teatro Cantiere Florida di Firenze, ha deciso di dedicare un focus a questo grande artista. Il progetto si articola nello spettacolo, (domani 6 aprile ore 21 Teatro Cantiere Florida) “Zero” di Paola Bianchi e nelle istallazioni audio-video “J’accuse” di Paola Bianchi e Silvia Parlagreco.

ZERO è costruito su una partitura sonora frutto del montaggio delle pause, dei respiri tra una parola e l’altra di Kantor – parole pesate, studiate, mai a caso – momenti di un niente carico di senso tratti dalle registrazioni provenienti dall’archivio sonoro della Cricoteka di Cracovia. Quei silenzi ricchi di peso diventano traccia drammaturgica, un non detto che non saprei come dire se non con il corpo. Un percorso tra quei silenzi e quei corpi, in una terra di mezzo che sconfina nel corpo in azione. Un corpo fuori contesto, lontano da una storia, che rifugge un senso logico per rimettersi alla legge che nasce dal nostro stare uno di fronte all’altro. Corpo dell’azione e corpo della visione che vivono uno stesso indiscutibile destino: la fine. Un omaggio ai corpi che hanno attraversato il teatro di Tadeusz Kantor.

J’accuse è il titolo di un collage su carta di Tadeusz Kantor del 1963/64. Una linea verticale e una orizzontale, quasi a creare una croce asimmetrica. Sopra la linea orizzontale un emballages, una busta fissata alla carta da altre croci/incroci di nastro adesivo. Non ci è dato sapere cosa contenga.
La figura di Odisseo che ritorna alla sua Itaca, morto, figura silente, a volte manichino, percorre trasversalmente molti spettacoli di Kantor. Le due immagini si sono sovrapposte e nel nostro immaginario sono diventate il nucleo di partenza di questo lavoro.
L’installazione video è affiancata da cinque postazioni contenenti i file audio relativi alla narrazione degli spettacoli di Tadeusz Kantor. Quali La classe morta, Wielopole Wielopole, Crepino gli artisti, Qui non ci torno più, Oggi è il mio compleanno. Il progetto fa rivivere le messe in scena attraverso un racconto fatto soltanto di suoni e parole. Nella mente di chi ascolta balzano evidenti le immagini, e le scene degli spettacoli riacquistano tutta la loro forza. I file audio sono estrapolati dai cinque radio-documentari di Tadeusz Kantor. 

 

(Foto di Valentina Bianchi)

 

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