Arte

Prorogata fino al 20 settembre la mostra sulle opere del Rinascimento Marchigiano restaurate dopo il sisma

La mostra Rinascimento Marchigiano espone opere restaurate a seguito del sisma del 2016, è organizzata in tre tappe ed attualmente è allestita a Roma

 

 

ROMA – Inaugurata lo scorso febbraio e poi subito chiusa a causa dell’emergenza Covid-19, la mostra ha riaperto i battenti il 18 maggio. Inizialmente era stata prorogata fino al 26 luglio, ma adesso giunge comunicazione dell’ulteriore proroga fino al 20 settembre 2020.
Dopo la prima tappa ad Ascoli Piceno, la mostra “Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma”, di cui avevamo già parlato (Clicca qui per leggere l’articolo) ha continuato il suo tour ed è arrivata a Roma. Nella Capitale è ospitata al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni attiva in città fin dal 1600. Successivamente la mostra, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, proseguirà a Senigallia, dove si concluderà a Palazzo del Duca.
Esposte 36 opere d’arte tra quelle restaurate a seguito del sisma del 2016, grazie al contributo di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, insieme all’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e alla collaborazione della Regione Marche.
Si tratta di una parte del prezioso patrimonio disseminato nel territorio marchigiano che è stato danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e con questa mostra reso di nuovo fruibile. Le opere vanno dal ‘400 al ‘700, alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico ed altre invece dal grande valore storico-artistico. Presenti crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano nomi importanti come Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo. Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano, e Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio. Tutti autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte.

Immagine d’apertura: particolare di una delle opere in mostra

Info
Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro
del Pio Sodalizio dei Piceni – Roma
Orari: lunedì – sabato dalle 10.00/13.00 – 16.00 /19.00
Ingresso gratuito

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