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Qualcuno dica ai media mainstream che “raccontare il falso è un ‘reato’ contro la società”

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di Antonella Furci

Sabato 17 dicembre 2016 –

Ogni volta che leggo o ascolto notizie sulla situazione in Siria, o sul nostro Paese, ma anche su questioni attuali americane o russe, inizio a immaginare come sarebbe stato oggi se i libri di storia avessero raccontato bugie su bugie allo stesso modo di come li racconta la maggioranza della stampa.

imagesQGF9LW7UNon che la storia di falsità non ne racconti, ma immaginiamo se avesse manipolato la verità nella stessa percentuale di quella dei media italiani e occidentali.
Immaginiamo, per esempio, se avessero raccontato per intero fandonie su popolazioni, stati e se avessero stravolto ruoli e azioni di personaggi storici o peggio ancora se se li fossero inventati di sana pianta.
Immaginiamo dunque se tutti i libri di storia fossero il frutto di simpatie ideologiche o partitiche, di interessi personali al servizio dei poteri politici e finanziari che hanno tutto l’interesse di stravolgere la verità di quei fatti di cui in fondo sono i protagonisti dietro le quinte. E immaginiamo pure se i nemici di un popolo fossero stati considerati dalla storia come ‘amici’ difensori dei loro diritti, e se coloro che invece li hanno davvero difesi siano stati spacciati, sempre dagli storici, come i carnefici. Un po’ come è accaduto l’altra sera durante la trasmissione televisiva Linea Diretta, in merito alla situazione siriana.
Pensate che tipo di racconto storico sarebbe venuto fuori da un totale stravolgimento dei fatti. Magari oggi avremmo una considerazione diversa di Mussolini e addirittura di Hitler, e pure di tanti altri personaggi storici. Pensate che dànno avrebbero fatto alla formazione delle coscienze, al modo di pensare e di giudicare, al modus vivendi in generale. E che dànno alla conoscenza, alla formazione di princìpi e valori e all’identità culturale di una intera collettività. Perciò immaginate quanta ulteriore illusione di sapere ci sarebbe stata. In pratica, una generale presa in giro senza la consapevolezza della presa in giro stessa. E tutto questo magari, perché chi ha raccontato la cronaca del passato lo ha fatto solo ed esclusivamente perché spinto da simpatie e interessi per gruppi di potere di cui si era messo al servizio, sia di fatto che ideologicamente.

Sono pienamente convinta che, alla luce dei fatti, gli italiani abbiano buoni motivi per sentirsi in una situazione di pericolo. Non solo perché non si vedono tutelati da quelle forze politiche che dovrebbero rappresentarli, ma anche perché si vedono minacciati dai raggiri mediatici delle maggior parte dei giornalisti, il mainstream come viene definito, che invece di rivendicare gli interessi delle persone comuni, difende quelli dei ristretti gruppi di potere. Appare sempre più chiaro agli occhi della gente che il suo ruolo sia quello di far credere che una cosa è in un modo quando in realtà è in un altro, soprattutto se c’è chi entrando nella scena politica con tanto di consenso pubblico, diventa un ostacolo per il sistema politico e i poteri che stanno dietro. E quando ciò accade ecco dunque entrare in scena questo tipo di stampa che guardo caso fa la sua parte con azioni da ‘squadrismo’. La cosa ridicola è che è convinta di tenere sopite le menti dei lettori, perché pensa che meno si conosce e più si rimane inermi. Ma non è così, e gli ultimi avvenimenti, come le elezioni in Usa, e in ultimo il referendum in Italia (nonostante sia stato ‘boicottato’ con il nuovo governo), dimostrano il contrario: la mente delle persone non si manipola e la bugia ha sempre le gambe corte.

Pertanto, occorre avvisare questi giornalisti del mainstream, che anche per loro vale il concetto che raccontare il “falso” è un “reato” contro la società. E’ un attentano alla democrazia ed è un’ingiustizia sociale al pari delle ingiustizie di cui tanto si riempiono la bocca. Il diritto all’informazione vera e obiettiva, indipendentemente se i protagonisti della notizia piacciano o no al giornalista stesso, è un diritto sacro santo al pari di quei diritti dell’umanità che tanto i gruppi radical chic e del politically correct sbandierano ai quattro venti, e per i quali i loro gruppi di potere inventano guerre e primavere arabe.
Leggo giornalisti che si affannano a stravolgere la verità dei fatti e penso a cosa racconteranno fra cinquant’anni i libri di storia. Cosa studieranno a scuola le generazioni future e dove potranno cercare le risposte alle loro domande se troveranno un passato totalmente manipolato e omesso, raccontato al contrario di come è stato. E su quali presupposti potranno formare le loro coscienze e arricchirsi di conoscenze, se basano la loro preparazione culturale su un materiale storico consegnato da una cronaca totalmente falsificata. Penso poi quale giustizia troveranno le ingiustizie, soprattutto di guerra.
Sì, la minaccia c’è ed è anche grave, perché questi personaggi del mainstream non solo annullano la vera missione del giornalismo e impediscono la libertà d’informazione, ma cancellano anche e pericolosamente la nostra vera storia.

 

 

Foto:images google

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