Arte

Raffaello e il mondo degli arazzi in mostra al Palazzo Ducale di Urbino


La Galleria Nazionale delle Marche dedica una mostra a Raffaello in cui indaga la fortuna del Maestro nel campo degli arazzi


 

URBINOSul filo di Raffaello è la mostra che la Galleria Nazionale delle Marche, in collaborazione con i Musei Vaticani e il Mobilier National di Parigi, dedica a Raffaello e al mondo degli arazzi.
La mostra, a cura di Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazzini, è organizzata nel Palazzo Ducale di Urbino, dove sarà visitabile fino al 12 settembre 2021.
L’esposizione indaga sia l’apporto che Raffaello fornì in questo specifico settore, per il quale sperimentò invenzioni e realizzò cartoni poi tessuti nelle botteghe fiamminghe, sia la fortuna che le opere del maestro conobbero nel corso dei secoli nella produzione di arazzi.

Raffaello e Roma

Con dodici grandiose pezze tessute nelle migliori arazzerie europee, raffiguranti principalmente le pitture delle Stanze Vaticane, Urbino esibisce nel maestoso salone del Trono, tutta la monumentale opera pittorica del suo cittadino più illustre.
Quindi, la potenza e l’equilibrio classico che Raffaello raggiunse a Roma, circa 25 anni dopo aver lasciato la sua città natale. Gli spazi dove Raffaello aveva camminato da bambino accompagnato dal padre Giovanni Santi accoglieranno – all’indomani del cinquecentenario della morte del divin pittore e complici gli arazzi – la sua opera più grandiosa, realizzata a Roma per i papi, apprezzata da artisti, critici, conoscitori e dai turisti di tutte le epoche.

La mostra

La mostra urbinate si pone nel solco delle ricerche riguardanti l’irradiamento dell’opera di Raffaello, verificandone la fortuna nello specifico campo dell’arazzeria. Spettacolare la visione che avrà lo spettatore entrando nel salone del Trono del palazzo di Federico di Montefeltro. Troverà squadernati, grazie all’allestimento curato dagli architetti della Galleria Nazionale delle Marche, i celebri affreschi che Raffaello ha realizzato a Roma e proposti nei colori e negli intrecci delle tessiture.

Gli arazzi del Mobilier National di Parigi

Undici degli arazzi esposti provengono dal Mobilier National di Parigi e testimoniano come la Francia, più di ogni altro paese, sotto il regno di Luigi XIV (ma poi fino al XIX secolo), abbia nutrito una vera e propria venerazione nei confronti di Raffaello. Una venerazione al punto da concepire il “folle” progetto a Parigi di ricreare ad arazzo, in più repliche, i più celebri affreschi dell’Urbinate. E questo, utilizzando da un lato i pittori francesi dell’Accademia di Francia residenti a Roma per copiare dal vivo i prototipi, dall’altro l’abilità straordinaria degli arazzieri inquadrati da Colbert sotto l’egida della manifattura dei Gobelins, aperta a Parigi e attiva esclusivamente per le commissioni reali, dove molte delle tappezzerie furono tessute.

Restauro

La Galleria Nazionale delle Marche ha contribuito, oltre che alla conoscenza di questa raffinata arte, anche alla conservazione dei preziosi tessuti sostenendo finanziariamente il restauro di alcuni dei pezzi prestati dal Mobilier National di Parigi. L’intero studio sotteso alla mostra, con un’ampia panoramica sulla produzione di arazzi legati all’universo raffaellesco, è esposto in maniera esaustiva nel ricco catalogo, curato da Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazini, edito da Silvana Editoriale.

Immagine d’apertura: Manifattura Gobelins, Attila cacciato da Roma, Parigi, Mobilier National, (inv. GMTT 173/6),1732-1736, cm 485 x 850

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