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Recuperata dai carabinieri opera d’arte del ‘600 rubata nel ’98

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di redazione

Arezzo, lunedì 14 dicembre 2015 –
L’ opera d’arte era stata rubata nel 1998 dalla chiesa di San Paolo di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo. Si tratta di una pala d’altare realizzata dal pittore Tommaso Lancisi (1603-1682) ed è una delle copia dello ‘Sposalizio della Vergine’ di Raffaello.

33c02c990f1c2356686f15416fae8163Ennesimo caso quindi di mercato nero di opere d’arte, protagoniste di giri e rigiri occulti e vendite sottobanco spesso fuori dai confini nazionali… Di peripezie, come capita spesso nel mercato di opere rubate, il dipinto di Lancisi ne avrà fatte di sicuro. Il dipinto era stato messo in vendita da una casa d’aste austriaca nell’aprile del 2015, ed è stato recuperato in Austria dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. All’asta era stato acquistato per 40 mila euro da un compratore straniero. Le indagini sono scattate a seguito della segnalazione di un carabiniere ausiliario in congedo, Enrico Martino, appassionato d’arte e collezionista, in gioventù aveva fatto il servizio militare proprio nel corpo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Martino era tra i partecipanti all’asta e insospettito dal basso prezzo di stima del quadro, una tela di imponenti dimensioni e valore anche perché unica opera nota firmata da Lancisi, si mise a fare qualche ricerca scoprendo che il dipinto, di proprietà degli Uffizi, era stato rubato dalla chiesa di Caprese Michelangelo dove si trovava fino dal 1926, affidato in deposito esterno dal museo fiorentino. Accertata la provenienza illecita dell’opera, i carabinieri hanno attivato la polizia austriaca che ha bloccato la vendita del dipinto del Lancisi. La casa d’aste ha poi restituito la tela su indicazione del proprietario, un imprenditore emiliano.
Secondo quanto poi è stato accertato, precedentemente l’uomo aveva acquistato l’opera in buona fede. Informato della sua provenienza illecita, ha acconsentito a restituirla. Rientrato in Italia, il dipinto è stato sequestrato dai carabinieri. Dopo una serie di accertamenti del caso, e dopo anche aver raccolto il parere favorevole del Polo museale regionale della Toscana, la procura di Arezzo ne ha disposto la restituzione alla chiesa di San Paolo, dove ieri si è svolta la cerimonia di consegna.

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