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Recuperata dai carabinieri opera di Tommaso Lancisi del ‘600 rubata nel ’98

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L’opera di Tommaso Lancisi, recuperata dal Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze, è una delle copie dello Sposalizio della Vergine di Raffaello 

 

AREZZO – L’ opera d’arte era stata rubata nel 1998 dalla chiesa di San Paolo di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo. Si tratta di una pala d’altare realizzata dal pittore Tommaso Lancisi (1603-1682) ed è una delle copie dello ‘Sposalizio della Vergine’ di Raffaello. Ennesimo caso quindi di mercato nero di opere d’arte. Protagoniste di una serie di giri occulti e vendite sottobanco, spesso fuori dai confini nazionali. Di peripezie il dipinto di Lancisi ne avrà fatte di sicuro. L’opera era stata messa in vendita da una casa d’aste austriaca nell’aprile del 2015, ed è stata recuperata in Austria dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. All’asta era stata acquistata per 40 mila euro da un compratore straniero. Le indagini sono scattate a seguito della segnalazione di un carabiniere ausiliario in congedo, Enrico Martino, appassionato d’arte e collezionista. In gioventù aveva fatto il servizio militare proprio nel corpo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.
Martino era tra i partecipanti all’asta e insospettito dal basso prezzo di stima del quadro, tela di imponenti dimensioni e unica opera nota di Lancisi, si mise a fare qualche ricerca. Da qui la scoperta che il dipinto, di proprietà degli Uffizi, era stato
rubato dalla chiesa di Caprese Michelangelo.

Dove qui si trovava fino dal 1926, affidato in deposito esterno dal museo fiorentino. Accertata la provenienza illecita dell’opera, i carabinieri hanno attivato la polizia austriaca che ha bloccato la vendita del dipinto del Lancisi. La casa d’aste ha poi restituito la tela su indicazione del proprietario, un imprenditore emiliano.
Secondo quanto accertato, precedentemente l’uomo aveva acquistato l’opera in buona fede. Informato della sua provenienza illecita, ha acconsentito a restituirla. Rientrato in Italia, il dipinto è stato sequestrato dai carabinieri. Dopo il parere favorevole del Polo museale regionale della Toscana, la procura di Arezzo ha disposto la restituzione alla chiesa di San Paolo. Qui ieri si è svolta la cerimonia di consegna.

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