Arte

Riapre il 2 giugno la grande mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale

La mostra, unica nel suo genere, dedicata a Raffaello per i 500 anni dalla sua morte, riapre alle Scuderie del Quirinale da giugno ad agosto

 

ROMA – Il 2020 doveva essere l’anno esclusivo di Raffaello, di cui ricorrono i cinquecento anni dalla morte. Invece è purtroppo l’anno del Covid. Poco dopo l’inaugurazione la grande mostra era stata chiusa per l’emergenza, ma adesso alle Scuderie del Quirinale riapre “Raffaello 1520-1483”. Con l’anno di morte scritto prima dell’anno di nascita, avvenuta il 6 aprile del 1520 a Roma.
La mostra programmata da marzo a giugno 2020, (Clicca qui per leggere l’articolo), apre il 2 giugno e sarà prorogata fino al 30 agosto 2020 con orari prolungati e secondo le disposizioni di sicurezza e distanziamento sociale. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, la grande rassegna è curata da Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro. E si avvale della collaborazione della Galleria Borghese, del Parco Archeologico del Colosseo e dei Musei Vaticani.

   Raffaello, Autoritratto con amico (partic.) 1518-1520, Museo del Louvre, Parigi

Per celebrare la ricorrenza del cinquecentenario della morte di Raffaello, sono stati riuniti per la prima volta e in forma esclusiva tanti capolavori dell’urbinate. Un’opportunità unica dunque che consente di immergersi completamente nello straordinario universo dell’arte di Raffaello, raccontato da un percorso inedito costituito da oltre 200 opere.
Quella su Raffaello è quindi una mostra evento, con capolavori autografi o riconducibili a ideazione raffaellesca tra dipinti, cartoni, disegni, arazzi, progetti architettonici, affiancati da altrettanti lavori per confronto e contesto (sculture a codici, documenti, capolavori di arte applicata). Determinante per la realizzazione della mostra importanti prestiti museali e il lavoro scientifico svolto con il contributo delle Gallerie degli Uffizi, di cui sono esposti in prestito 49 opere, delle quali oltre 30 sono di Raffaello.
Il percorso espositivo prende le mosse dall’ultimo giorno di vita dell’artista, per poi andare a ritroso ripercorrendo tutta la sua attività creativa. Nelle sale si possono ammirare opere famose come la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi. Ma anche la grande pala di Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna. Opere mai tornate in Italia dopo la loro esportazione per ragioni collezionistiche, come la sublime Madonna Alba della National Gallery di Washington. Ma anche la Madonna della Rosa del Prado o la Madonna Tempi della Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.
Esposti poi dipinti iconici come il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre.
La mostra non si limita alla sola esposizione di dipinti, si estende anche all’intera attività progettuale del maestro, aspetto questo mai visto in altre mostre a lui dedicate. Molti sono stati i compiti assegnati negli anni a Roma a Raffaello. Condusse infatti gli scavi per riportare alla luce e studiare le vestigia urbane di Roma antica. Fu chiamato a sovrintendere il cantiere della basilica di San Pietro e poi a perfezionare lo studio e il metodo della pittura richiesta dai più importanti committenti.

Immagine d’apertura: Raffaello, Autoritratto, 1504-1506, Galleria degli Uffizi 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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