Arte

Riapre la mostra “Ottone Rosai. Capolavori tra le due guerre”


Ha riaperto al pubblico la mostra su Ottone Rosai ospitata a Palazzo del Podestà a Montevarchi (Ar). Esposte cinquanta opere dell’artista per metà disegni e altrettanti oli


 

AREZZO – Come tutte le altre mostre, anche quella organizzata dal Comune di Montevarchi su Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), subisce lo stesso destino riaprendo per la terza volta.
Da ieri, 27 aprile, fino al 6 giugno 2021 50 opere del maestro toscano esposte nella storica sede di Palazzo del Podestà, attendono il pubblico con l’ampliamento anche dei giorni di apertura, e con la possibilità di visitarla pure nel fine settimana. La biglietteria online permette di prenotare nelle diverse fasce orarie garantendo la visita nel rispetto della norme anti covid.

“Per la terza volta riapriamo la mostra in sicurezza, con prenotazione obbligatoria. Vorremmo poterla prorogare anche per tutto il mese di giugno per dare possibilità alle persone di partecipare a questo evento” – afferma Silvia Chiassai Martini sindaco di Montevarchi. “Abbiamo voluto ospitare i capolavori di Rosai, consapevoli di offrire un’iniziativa di alto livello culturale, continuando un percorso di eccellenza intrapreso in questi anni alla scoperta di grandi opere, dei loro artisti, rendendoli fruibili anche nei centri periferici della Toscana, come Montevarchi, ma non per questo meno importanti, o meno affascinanti.”

La mostra

“Ottone Rosai. Capolavori tra le due guerre” riunisce, nella storica sede di Palazzo del Podestà, cinquanta opere di Rosai, per metà disegni e altrettanti oli. Tutti riferiti ad un momento preciso dell’artista: gli anni tra il 1919 e il 1932, il ventennio tra le due Grandi Guerre.
Ottone Rosai è stato un artista che scelse di leggere le novità del suo tempo alla luce della grande arte del Tre-Quattrocento toscano.
Le opere esposte provengono tutte da collezioni private. Il pubblico può ammirare tele notissime ma anche opere del tutto inedite, emerse dalle ricerche che il prof. Faccenda che ha condotto presso collezioni private e nelle case di chi, in Toscana ma non solo, ebbe rapporti con Rosai o con i suoi galleristi ed eredi.

 

Immagine d’apertura: opera di Ottone Rosai in mostra a Palazzo del Podestà 

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