Fotografia

Robert Doisneau: ad Aosta la mostra omaggio al fotografo della felicità

Ben 128 delle più belle fotografie di Robert Doisneau saranno esposte nella grande retrospettiva al Centro Saint-Bénin


 

AOSTA – Con una grande retrospettiva, il Centro Saint-Bénin rende omaggio al celebre fotografo francese Robert Doisneau.
La mostra fotografica, organizzata per iniziativa dell’Assessorato Beni Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, sarà inaugurata il 5 marzo e rimarrà aperta al pubblico fino al 22 maggio 2022.
In mostra ben 128 delle sue più belle immagini, selezionate dal curatore Gabriel Bauret, provenienti dall’Atelier Doisneau di Montrouge, nel sud della capitale francese. Tra le opere presenti l’immancabile Le Baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950. Celebre e iconica fotografia, ritenuta tra le più riprodotte al mondo.

 

La mostra e l’opera fotografica di Doisneau secondo Daria Jorioz

Quelle in mostra “sono immagini empatiche – rivela la dirigente delle attività espositive Daria Jorioz – che avvicinano l’osservatore, lo rendono partecipe e non solo spettatore. Robert Doisneau incarna l’immagine del fotografo umanista immerso nella vita della sua città: ne coglie il respiro, le emozioni, le trasformazioni sociali, ne narra la bellezza, le contraddizioni, le storie minime che ne compongono la storia collettiva.
Il fotografo francese cresce insieme alla sua città, la osserva prendendo appunti visivi, la racconta cominciando dalla strada, si specchia nei giochi dei bambini che inventano il loro mondo, narra la condizione a volte ruvida degli adulti. Lo fa sempre con delicatezza e garbo, talvolta con malinconia, spesso con un’ironia”.

 

   Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950

 

L’Atelier di Montrouge e gli inizi da fotografo

A Montrouge Doisneau ha sviluppato e archiviato le sue immagini per oltre cinquant’anni. Ed è qui che si è spento nel 1994, lasciando un’eredità di quasi 450.000 negativi. Dallo stesso atelier, oggi le sue due figlie contribuiscono alla diffusione e alla divulgazione della sua opera, accogliendo le continue richieste di musei, festival e case editrici.
Nato nel 1912 a Gentilly, una città nella periferia sud di Parigi, le prime tappe del percorso di Robert Doisneau sono segnate da una formazione nel campo della litografia. Attività che abbandonerà rapidamente in favore di un apprendistato presso lo studio di André Vigneau, un fotografo che gli fornisce una finestra sul mondo dell’arte. Seguirà, per quattro anni, un’intensa collaborazione con il reparto pubblicitario della Renault.

 

Il percorso artistico fotografico

Dopo la collaborazione con la Renault, Robert Doisneau approda al tanto ambito status di fotografo indipendente. Il suo slancio però viene spezzato dalla guerra, che tuttavia non gli impedirà di continuare a fotografare. Subito dopo la Liberazione della capitale, di cui è testimone, comincia un periodo molto intenso di commissioni per la pubblicità (e in particolare per l’industria automobilistica), la stampa (tra cui le riviste “Le Point” e in seguito “Vogue”) e l’editoria.
In parallelo, porta avanti i suoi progetti personali, che saranno oggetto di numerose pubblicazioni. A cominciare dall’opera La Banlieue de Paris, uscita nel 1949 e creata in collaborazione con lo scrittore Blaise Cendrars.

 

Le preziose amicizie

Il suo percorso artistico si incrocia anche con quello di Jacques Prévert e Robert Giraud, la cui esperienza e amicizia nutrono la sua fotografia. Preziosa anche l’amicizia con l’attore e violoncellista Maurice Baquet, con il quale mette in scena un gran numero di immagini. Dal 1946 le sue fotografie vengono distribuite dall’agenzia Rapho. Qui conosce in particolare Sabine Weiss, Willy Ronis e successivamente Édouard Boubat con cui formerà una corrente estetica spesso definita “umanista”.
Nel 1983 gli viene assegnato il Grand Prix national de la photographie, a consacrazione di un’opera estremamente ricca e densa. Una consacrazione che passa attraverso numerosissime esposizioni in Francia e all’estero, le incalcolabili opere che rivisitano la sua fotografia e i documentari a lui dedicati.

 

Immagini d’apertura: Robert Doisneau, particolare della fotografia “Un regard oblique”, Paris 1948 © Robert DOISNEAU/GAMMA RAPHO


 

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