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Rock Poster Art, in mostra l’arte delle locandine rock

Ramones Onoarte
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di redazione

Bologna, martedì 22 marzo 2016 –

ONO Arte Contemporanea presenta giovedì 24 marzo, alle ore 18:30, Rock Poster Art, mostra di locandine rock provenienti dalla collezione privata di Stefano Marzorati e delle cover di album punk di Vanna Vinci, realizzate per il libro La Bambina Filosofica. No future di Bao Publishing.

Ramones OnoarteLa mostra (24 marzo – 30 aprile 2016) è composta da 12 locandine in edizione limitata e da 16 disegni di Vanna Vinci. Saranno esposte le opere di Shepard Fairey, Gary Panter, Todd Slater, Ken Taylor, Gavin Beattie, Crosshair Design, Rockets Are Red, Brian Ewing, Gary Grimshaw, Lil Tuffy, Fabio Meschini (Clockwork Pictures), Justin Hampton, Lars P. Krause, Zum Heimathafen, Mike Wohlberg.
Forma di espressione artistica strettamente connessa con l’ambito musicale, l’arte del manifesto rock nasce negli Stati Uniti negli anni ’60 come mezzo per la promozione dei concerti e cresce e si sviluppa nel corso degli anni Settanta per assumere in seguito nuove forme come, per esempio, negli anni ’80, i flyer dei concerti punk realizzati con le fotocopiatrici Xerox.

In anni recenti, quello che possiamo definire come un vero e proprio “movimento” vede una vera rinascita con l’utilizzo sempre più diffuso, a livello creativo e produttivo, dell’antica arte della serigrafia (screenprint). Negli anni Novanta, con l’avvento del CD la copertina di grande formato del vinile non è più il mezzo principale per ispirare l’immaginazione dell’ascoltatore e il poster diventa la tela per illustrare la scena rock.
Il rock ispira l’arte e l’arte ispira il rock. Fiorisce una “scuola” di autori che unisce tradizione e innovazione, e che trova i suoi rappresentanti di spicco in nomi come Johnny Ace, Coop, Art Chantry, Alan Forbes, Derek Hess, Mark Arminski, Frank Kozik, Chuck Sperry, Emek, Jermaine Rogers, Todd Slater, Chuck Sperry. Sempre più numerosi studi grafici e di stampa concentrano le loro energie sull’arte del manifesto e sulla sua produzione. Ma non sono solo gli artisti statunitensi a popolare questo scenario: il fenomeno si allarga all’Europa, e quindi anche all’Italia, dove emergono ben presto i talenti di studi come Malleus, Bri, Clockwork Pictures.
Prodotti artigianalmente e rigorosamente in serie limitata le serigrafie rock sono diventate materia di collezionismo. Sono oggetti che coniugano l’espressione artistica con l’aspetto promozionale, la provocazione estetica e, talvolta, il messaggio sociale. Sono un territorio vasto e senza confini dove gli autori riversano le più svariate influenze: street art, graffiti, art nouveau, cinema, fumetti, cultura hot rod, per citarne alcune. Dagli anni del “flower power” all’era del punk anarchico ogni stile di musica ha creato nuovi stili nel design.
 
A completare la mostra, le più famose cover di dischi punk, realizzate da Vanna Vinci, comparse ne “La bambina filosofica. NO FUTURE” (Bao Publishing). La bambina filosofica è la creatura più famosa di Vanna Vinci e le opere esposte in mostra ne mostrano l’incursione in 16 copertine punk, dalle quali ne sono state tratte delle tirature limitate.
 
In occasione della mostra, giovedì 30 marzo alle 18,30, Vanna Vinci in conversazione con Pierfrancesco Pacoda presenterà il libro La Bambina Filosofica. NO FUTURE (Bao Publishing).
 
 

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