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Rock Poster Art, la mostra di serigrafie alla Ono arte contemmporanea

Rock Poster
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di redazione Arte Fair

Bologna, giovedì 10 novembre 2016 –

ROCK POSTER ART: sentire con gli occhi, è la mostra che da domani 11 novembre, fino all’11 dicembre, sarà ospitata alla galleria bolognese Ono arte contemporane. E’ una mostra di serigrafie in edizione limitata proveniente dalla collezione privata di Stefano Marzorati.

Rock PosterE’ composta da 39 serigrafie di Shepard Fairey (OBEY), Gary Panter, Rhys Cooper, Bandito Design, X-Ray, Ernie Parada, Ken Taylor, Gavin Beattie, Crosshair Design, Mad Pixel, Adam Pobiak, Justin Kamerer, Rockets Are Red, Brian Ewing, Lil Tuffy, Jeral Tidwell, Fabio Meschini (Clockwork Pictures), Justin Hampton, Lars P. Krause, The Silent P, Zum Heimathafen, Mike Wohlberg, Leia Bell, Justin Santora, Stainboy.
Se “L’arte e il collezionismo d’arte sono sfortunatamente attività d’elite, culturalmente ed economicamente. Il poster è una sorta di antidoto a tutto questo. Il poster permette anche alle persone che dispongono di mezzi modesti di appendere qualcosa sulle loro pareti che rappresenti una parte di loro”. Così Dan MacAdam, dell’American Poster Institute, descrive la rock poster art, una delle forme d’arte più rappresentative della cultura estetica contemporanea, della quale si nutre e con la quale condivide un immaginario fatto di simboli ed icone che di quella stessa contemporaneità ne sono i prodotti. Spesso questi manifesti, così come molti videoclip “non sembrano avere una connessione significativa con la band. Sono piuttosto un veicolo per le migliori idee visuali di questi artisti” (Chris Marksberry). Sono un territorio di mezzo, dove la musica influisce sull’arte e viceversa.

L’arte del manifesto rock, forma di espressione artistica strettamente connessa con l’ambito musicale nasce negli Stati Uniti negli anni ’60 come mezzo per la promozione dei concerti e cresce e si sviluppa nel corso degli anni Settanta per assumere in seguito nuove forme come, per esempio, negli anni ’80, i flyer dei concerti punk realizzati con le fotocopiatrici Xerox. In anni recenti quello che possiamo definire come un vero e proprio “movimento” vede una vera e propria rinascita con l’utilizzo sempre più diffuso, a livello creativo e produttivo, dell’antica arte della serigrafia (screenprint). Negli anni Novanta, con l’avvento del CD la copertina di grande formato del vinile non è più il mezzo principale per ispirare l’immaginazione dell’ascoltatore e il poster diventa la tela per illustrare la scena rock.  Fiorisce una “scuola” di autori che unisce tradizione e innovazione, e che trova i suoi rappresentanti di spicco in nomi come Johnny Ace, Coop, Art Chantry, Alan Forbes, Derek Hess, Mark Arminski, Frank Kozik, Chuck Sperry, Emek, Jermaine Rogers, Todd Slater, Chuck Sperry. Sempre più numerosi studi grafici e di stampa concentrano le loro energie sull’arte del manifesto e sulla sua produzione.  Ma non sono solo gli artisti statunitensi a popolare questo scenario: il fenomeno si allarga all’Europa, e quindi anche all’Italia, dove emergono ben presto i talenti di studi come Malleus, Bri, Clockwork Pictures.
Prodotti artigianalmente e rigorosamente in serie limitata firmata e numerata dall’artista/designer, le serigrafie rock (GIG POSTER) sono diventate materia di collezionismo: realizzate per un evento speciale o un concerto, approvate dalla band o dal loro management. Sono oggetti che coniugano l’espressione artistica con l’aspetto promozionale, la provocazione estetica e, talvolta, il messaggio sociale. Sono un territorio vasto e senza confini dove gli autori riversano le più svariate influenze: street art, graffiti, art nouveau, cinema, fumetti, cultura hot rod, per citarne alcune.  Dagli anni del “flower power” all’era del punk anarchico ogni stile di musica ha creato nuovi stili nel design.


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