Arte

Roma e New York, le due città a confronto nei dipinti di Michele Telari

Scorci anonimi ma anche iconici, quelli di due grandi città “immortali”, Roma e New York, realizzati dall’artista Michele Telari 


 

ROMA – Nelle atmosfere romantiche e malinconiche di Rainman, alias Michele Telari, ci sono a confronto due grandi città: Roma e New York, due città iconiche tanto contrastanti quanto vicine.
A Partire da domani, 3 marzo, fino al 15 maggio 2022, è possibile visitare la mostra “Roma vs New York”, ideata e organizzata da Michele Telari e Tina Vannini presso il ristorante Il Margutta Veggy Food & Art (via Margutta 118). A cura di Francesca Barbi Marinetti, circa venti i dipinti esposti ognuno con tecniche e formati differenti. In mostra scorci da un lato anonimi e dall’altro incredibilmente iconici di queste due città “immortali”, e a modo proprio. Da un lato Roma, eterna e culturalmente ricchissima Caput Mundi, dall’altro New York, culla del progresso e simbolo della globalizzazione “hic et nunc”.

La mostra

“L’idea della mostra nasce dal desiderio di “avvicinare” queste due città, così diverse ma al contempo così affascinanti – dichiara l’artista Michele Telari – accostando paesaggi e scorci cittadini che possono essere più simili di quanto si possa pensare. Due città che amo particolarmente: della prima mi ha sempre affascinato lo sviluppo verticale delle sue architetture, la vita frenetica e le infinite opportunità che riesce a offrire. Della seconda, avendo studiato all’Accademia di Belle Arti, mi accarezza il cuore quel senso di intimità e di apparente semplicità che provo tra i vicoli poco turistici, che abbracciano storie di arte e artigianato”. 

 

   Michele Telari, New York

 

L’emozione di una pioggia

Un motivo spesso ricorrente nelle opere di Michele Telari lo si evince proprio dal suo nome d’arte Rainman: “l’uomo della pioggia”. L’artista riproduce infatti sia emozionalmente che visivamente, frammenti di quotidianità sotto la pioggia.
Un risultato dovuto ai vari anni di ricerca stilistica che ha reso il suo operare noto anche a livello internazionale.
Parlando di questo suo stile, l’artista commenta così: “Ho sempre subìto il fascino della pioggia, dei temporali autunnali, dei suoi colori, dell’enorme energia che si scatena, come mi affascina anche la quotidianità delle persone. Un’atmosfera magica, che cerco di interpretare a mio modo, con la pioggia che funge da anello fra me e questo tipo di realtà”.

La tecnica e l’illusionismo nell’arte di Telari

“La tecnica meticolosa di riproduzione pittorica del medium fotografico, l’illusionismo portato all’estremo da generare meraviglia e ammirazione per l’abilità tecnico-artistica, qui non sono fini a sé stessi” – spiega la curatrice Francesca Barbi Marinetti. “Le tonalità, tutt’altro che fredde – continua – affinano la resa di atmosfere cromatiche dai contrasti sfuggenti di ombra e luce e dall’energia vitale del movimento incessante della città. Queste opere di Michele Telari sono il compendio di un attento studio di molteplici tecniche e stili, con una tensione visiva che non disdegna una matericità pittorica che declina la luminosità di una definizione pulita con l’espressività di un impasto più corposo e visibile mediante stesura e tocchi di spatola”.

 

Immagine d’apertura: Michele Telari, Roma



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