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Salone del libro: è ‘guerra fredda’, 10 editori lasciano l’AIE

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di redazione

Milano, venerdì 29 luglio 2016 –

A tenere alto l’interesse culturale di questi giorni è la ‘guerra fredda’ scoppiata in seguito alla decisione del Consiglio generale dell’ AIE – Associazione Italiana Editori – di spostare la prossima Fiera del Libro a Milano.

SALONE DEL LIBROL’AIE lo ha deciso a maggioranza, con 17 voti favorevoli contro 7 e 8 astenuti. La motivazione «sarebbe quella di procedere alla realizzazione di una joint venture con Fiera Milano per l’implementazione del Progetto Promozione del Libro».
Secondo quanto stabilito dal Consiglio, la prima edizione si dovrebbe tenere nel 2017, e probabilmente nello stesso periodo del Salone del Libro di Torino, che comunque – secondo quanto annunciato dal Comune torinese – continuerà ad essere organizzato. Nonostante l’improvvisa e in qualche modo inspiegabile decisione, gli editori si augurano di continuare a collaborare con la Fondazione per il libro, la musica e la cultura, promotrice del Salone di Torino, e continuare a realizzare «eventi per lo sviluppo della lettura». 

Nonostante però la votazione favorevole in Consiglio AIE sullo spostamento della Fiera del Libro a Milano, i 39 editori (grandi e piccoli), che ne fanno parte, hanno dimostrato quanto fossero divisi davanti alla scelta.
Una divisione che non si placa, anzi si accentua. Perché dieci editori hanno mandano una lettera di dimissioni all’Aie, spiegando di non condividere la decisione dell’associazione di creare una nuova fiera del libro a Milano e nello stesso mese con il Salone del Libro di Torino. «Non ci riconosciamo né in questa scelta dell’associazione né tantomeno nella modalità di determinarla, – spiegano – non ci sentiamo insomma rappresentati da questa Associazione, pertanto diamo qui le nostre dimissioni dall’Aie con effetto immediato».
A scrivere la lettera di dimissioni gli editori: add editore, Edizioni e/o, Iperborea, LiberAria Editrice, Lindau, Minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti, SUR, 66thand2nd. L’auspicio è che la presidenza dell’associazione “voglia riconsiderare le sue posizioni e i suoi atteggiamenti”.

   «Siamo molto dispiaciuti. Si tratta di colleghi con cui abbiamo condiviso tante idee e attività ma oggi danno un giudizio senza conoscere nei dettagli il progetto, pur avendo ricevuto prima due comunicazioni sul tema”, commenta invece il presidente Aie Federico Motta, che invita ad “aspettare” il confronto sul progetto “per poter giudicare». L’altro ieri comunque Federico Motta aveva annunciato così la decisione dell’AIE a favore del progetto di costituire una nuova società per la promozione del libro (che sarà al 51% di Fiera Milano e al 49% di Aie): «L’amministrazione e la fondazione di Torino decida di fare quello che vuole. Noi iniziamo un percorso nuovo». La nuova società si occuperà non solo dell’organizzazione della manifestazione prevista a Milano, ma anche di quella romana ‘Più libri più liberi’ e di una ulteriore manifestazione al sud che sarà itinerante.
Dal canto suo Torino mette a punto la ricetta per il suo Salone del Libro. Il progetto, con il motto Seminiamo il cambiamento, sarà pronto a settembre. La Fondazione per il Libro – ha deciso l’assemblea – modificherà lo Statuto per consentire l’ingresso nel cda degli editori, che in numero crescente offrono disponibilità a essere coinvolti nella progettazione e organizzazione del Salone. Il progetto per il trentesimo Salone del Libro di Torino è in fase di elaborazione: sarà una manifestazione fieristica e grande festival culturale, attenta alle startup, alle nuove forme di editoria e di lettura.

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