Sceneggiatura da incubo, regia imbarazzante: ecco perché Madame Web è un film da evitare.

Sceneggiatura da incubo, regia imbarazzante: ecco perché Madame Web è un film da evitare.
Madame Web

Il mondo dei cinefili e degli appassionati di supereroi è in fermento, ma non per le solite ragioni. L’industria cinematografica ha nuovamente tentato di tradurre la magia dei fumetti sul grande schermo, ma il risultato sembra aver lasciato l’amaro in bocca. Si parla di Madame Web, il film che avrebbe dovuto celebrare l’ingresso trionfale della prima “donna ragno” nell’immenso e amato universo di Spider-Man, ma che invece si rivela essere un autentico disastro cinematografico. Non è un caso isolato nella storia dell’adattamento dei fumetti Marvel, ma è certamente uno dei più eclatanti.

L’attesa, cari lettori, era palpabile. Fan in trepidazione, teorie e speculazioni intessute come una tela di ragno, eppure il risultato finale è un colpo al cuore per gli affezionati. Madame Web sembra incappare in una serie di errori grossolani che trascinano lo spettatore in un baratro di delusione. Il film, che avrebbe dovuto rappresentare un passo in avanti per la rappresentazione femminile nei cinecomics, finisce per offrire una narrazione confusa, priva di quella scintilla che fa di un eroe della Marvel un’icona indimenticabile.

Si potrebbe dire che Madame Web sia finita in una tela di problemi di sceneggiatura. La storia, anziché sollevare l’audience sulle ali del thrill e dell’emozione, si arrampica goffamente tra dialoghi invadenti e una trama che non riesce a trovare il suo centro gravitazionale. È come se il film avesse dimenticato la regola d’oro dell’intrattenimento supereroistico: creare un legame emotivo tra lo spettatore e il protagonista, rendere viva la lotta tra il bene e il male, tra le sfide personali e quelle universali.

Un altro punto critico è l’assenza di una regia capace di tessere una tela visiva suggestiva e coinvolgente. Dove sono le acrobazie mozzafiato, le battaglie epiche e gli effetti speciali capaci di lasciare il pubblico a bocca aperta? Invece, Madame Web si perde in una sorta di piattezza visuale che difficilmente scuote l’animo di chi cerca nel cinema d’evasione quel senso di stupore e meraviglia.

Non meno rilevante è la caratterizzazione dei personaggi, o meglio, la mancanza di essa. I protagonisti di Madame Web sembrano ombre sbiadite rispetto agli eroi che hanno incantato generazioni intere di fan. La loro lotta interna, la crescita personale, la complessità psicologica che dovrebbe essere il sale di ogni eroe Marvel, brilla per la sua assenza. E così, anche il cast, che pure potrebbe vantare nomi di talento, si ritrova a navigare in acque insipide, senza la possibilità di esprimere appieno le proprie potenzialità.

E che dire degli antagonisti? Un supereroe è tanto memorabile quanto il suo nemesi. Ma in questo caso, il confronto tra bene e male è lasciato al caso, privo di quell’intensità narrativa e di quel carisma che renderebbe il confronto elettrizzante. Dove è finita la sfida che fa crescere, che mette alla prova, che trasforma l’eroe in un simbolo?