Cultura

Sette curiosi e interessanti musei da visitare assolutamente

Dal Museo dell’orologio da torre a quello delle scarpe, da quello dei tessuti pregiati a molto altro. Ecco alcuni curiosi musei da visitare


Per chi ama scoprire la storia degli orologi da torre o dei pregiati tessuti, della nautica fluviale o della calzatura che ha fatto la moda, ma anche delle tradizioni e degli antichi sapori, ecco sette particolarissimi musei da visitare.
E’ la settimana di Ferragosto e molti saranno in vacanza. La situazione di emergenza per il covid purtroppo ci tiene nelle nostre località o al massimo ci consente di spostarsi in altra regione. Ma L’Italia ha davvero tanto da far vedere e scoprire. Finora si è parlato di Musei d’arte, siti archeologici, palazzi storici e castelli, ma c’è molto molto altro da ammirare ancora. Soprattutto per chi ama stupirsi e scoprire insolite storie che costituiscono comunque una parte della grande storia del nostro Paese. Per chi è in cerca di novità quindi, ecco alcuni musei da visitare in Italia che non espongono opere d’arte, bensì storia e cultura da scoprire attraverso oggetti, manufatti e dolci sapori di un tempo. Motivo per cui si tratta di musei di grande valore culturale.
Ecco di seguito elencati (senza ordine di importanza) sette musei da visitare assolutamente.

1) Museo dell’Orologio da Torre G. B. Bergallo

   Foto © Museo dell’orologio Bergallo

Il Museo Bergallo, situato a Bardino Nuovo, nell’entroterra di Pietra Ligure, nasce dalla volontà dell’ultimo orologiaio Giovanni Bergallo che espresse il desiderio di donare la sua collezione al proprio paese per esporla come testimonianza dell’arte orologiaia e della tradizione familiare per le macchine del tempo. I Bergallo costruirono orologi da torre fra il 1861 e il 1980 nella casa-officina dove si svolse tutta la loro attività. I loro orologi furono installati in Liguria, Piemonte, Val d’Aosta, Valtellina e quello più lontano in Patagonia. Gli orologi esposti sono pezzi autentici, il più antico risale al XVI secolo, raccolti dalla famiglia Bergallo stessa e provenienti da varie donazioni di collezionisti, chiese ed altri enti. Oltre agli orologi, sono ammirabili anche quadranti, lancette e “stranezze” varie provenienti da campanili, carrucole. Attraverso questi esclusivi oggetti, è possibile ripercorrere la ricca storia della tecnica e della meccanica orologiaia ormai irripetibile. Per ulteriori informazioni questo il link del museo www.museodellorologio.it

2) Museo del Tessuto di Prato

              Foto © Museo del Tessuto Prato

Il Museo del Tessuto di Prato è il più grande centro culturale d’Italia dedicato alla valorizzazione dell’arte e della produzione tessile antica e contemporanea. Rappresenta la memoria storica e l’interfaccia culturale del distretto di Prato, che fin dal medioevo si identifica con la produzione di tessuti, e che oggi conta oltre 7000 aziende del settore. Il Museo del Tessuto nasce nel 1975 all’interno dell’Istituto Tecnico Industriale tessile “Tullio Buzzi”, realizzato grazie ad una prima donazione di circa 600 antichi frammenti tessili. Nel 2003 viene inaugurata la sede definitiva del Museo situato negli ambienti restaurati della ex fabbrica Campolmi. Preziosa testimonianza questa di archeologia industriale situata all’interno delle mura trecentesche della città. In questo periodo il Museo del Tessuto di Prato è impegnato in un’interessante campagna di crowdfunding per sostenere il lavoro di restauro di due preziosi costumi del 1920 della prima assoluta di Turandot di Giacomo Puccini. Il museo è sempre in gran fermento con incontri, eventi, conferenze, laboratori e progetti sperimentali che animano continuamente gli spazi della Campolmi. Per saperne di più questo il link del museo: www.museodeltessuto.it

3) Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme

           Foto © Museo della navigazione fluviale

Il Museo civico della navigazione fluviale si trova a Battaglia Terme in provincia di Padova. Testimonianza di una secolare vocazione industriale, il Museo Civico della Navigazione Fluviale, situato al limite della Riviera Ortazzo, costituisce un unicum nel suo genere. Raccoglie al suo interno storie, materiali e ricordi di vita vissuta legata all’attività fluviale, attraverso cui si possono riscoprire tradizioni, pratiche e attività di un recente passato che non deve essere dimenticato. La cittadina di Battaglia Terme infatti si sviluppa lungo le rive dell’omonimo canale realizzato dai Padovani nel XIII secolo. Tutto qui è da sempre in relazione con l’acqua. Battaglia terme è stata per secoli un dinamico centro artigianale, dovuto alla fitta rete di traffici commerciali, che l’hanno resa un importante porto fluviale. Il percorso espositivo si sviluppa sia nel cortile esterno, dove sono esposti ancore, argani, motori e brìcole, sia interno dove si ammirano parti delle imbarcazioni, i vari tipi per il trasporto delle merci e delle persone e le caratteristiche costruttive. Di particolare interesse sono i modelli in scala del burcio “Lina”, uno degli ultimi barconi di questo tipo funzionanti, e della sezione maestra di un burcio padovano, il tipo di barca diffuso nel Veneto e simbolo della navigazione fluviale. Per saperne di più questo il link del museo: museonavigazione.eu/it

4) Il Museo del Giocattolo e del bambino

             Foto © Museo del giocattolo e del bambino

Il Museo del giocattolo e del bambino si trova a Cormano in provincia di Milano, situato in un affascinante ex cotonificio dei primi del ‘900, restaurato e ampliato quale esempio di archeologia industriale. In pratica, il museo si pone l’obiettivo di raccontare la storia del bambino, ovvero la cultura educativa, attraverso il gioco. Esposti negli spazi di questo museo di giochi, tra i più grandi d’Europa, migliaia di balocchi, selezionati e rigorosamente originali, che guidano il visitatore in un affascinante viaggio alla scoperta di eventi sociali e culturali, innovazioni scientifiche e tecnologiche, istanze politiche e pedagogiche, indirizzi artistici e letterari. L’obiettivo che ha spinto a realizzare il museo è quello di individuare le tappe fondamentali nell’evoluzione dell’oggetto giocattolo. Analizzare le relazioni tra il giocattolo e il contesto storico in cui è stato creato. Riconoscere la valenza educativa del giocare. Svelare le proprietà meccaniche e tecnologiche del giocattolo. Nel Museo di Cormano è possibile ammirare mille giocattoli “d’epoca” di ogni tipo, tutti originali, costruiti tra il 1700 e il 1950. Infine, oltre al percorso storico, il museo offre mostre temporanee e organizza laboratori didattici, eventi e conferenze varie. Per maggiori informazioni, questo il link www.museodelgiocattolo.it

5) Il Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bertolini

             Foto © Museo internazionale della calzatura

Il Museo della calzatura si trova a Vigevano in provincia di Pavia ed è situato all’interno del Castello Sforzesco. È la prima istituzione pubblica in Italia dedicata alla storia della scarpa. La sua nascita è dovuta alla donazione fatta nel 1948 dall’industriale Pietro Bertolini al Comune di Vigevano. Per molti anni sono state ignorate le sue potenzialità, e solo nel 2003 il museo ha finalmente ripreso vita, grazie all’interessamento di “Progetto Agenda”, una associazione di imprenditori e privati cittadini, finalizzata alla valorizzazione del Museo e del Castello Sforzesco, dove ha sede. Il Museo è costituito da undici sale all’interno delle quali è possibile ammirare la prima fondamentale donazione di Pietro Bertolini, e le altre aggiuntisi nel corso degli anni e provenienti da privati ed istituzioni. Come la collezione di importanti pezzi etnici e quelli storici dalle aziende vigevanesi. I circa duecento modelli della donazione di Benedicte Jourdan; la ricchissima collezione di Aldo Sacchetti; quella di André Perugia dalla donazione di madame La Faury. E poi ancora le donazioni da parte di designer e operatori, come Armando Pollini, El Vaquero, Nello Nembro, Fornasiero. Per saperne di più questo il link del museo: www.museocalzaturavigevano.it

6) Museo del confetto Mucci

   Foto © Museo del confetto Mucci

Qui oltre che ammirare si può anche degustare. La confetteria artigianale della famiglia Mucci situata nel centro storico di Andria in puglia, racchiude un secolo di prestigiosa attività che nel corso degli anni è stata contrassegnata da riconoscimenti ed onorificenze. Un’attività che ha inizio nel lontano 1894 con Nicola Mucci fondatore dell’omonima azienda di confetti. Quest’ultimo infatti dopo un apprendistato durato cinque anni presso la cioccolateria Caflish di Napoli, decise di aprire ad Andria nei pressi della Cattedrale una fabbrica di confetti, cioccolato, caramelle e liquori. L’arte dolciaria si perfezionò con la creazione della “Mandorla Imperial” per le nozze di Umberto di Savoia con Maria José e la ideazione dei famosi “Tenerelli” teneri confetti ricoperti da un doppio strato di cioccolato. Oggi nella vecchia bottega è stato allestito un museo composto da quattro sale dove è possibile ammirare e scoprire antichi documenti, utensili, attrezzature e stampini per la produzione dolciaria che hanno segnato oltre un secolo di prestigiosa attività. Per ulteriori informazione questo il link www.museodelconfetto.it

7) Museo della carta di Amalfi

   Foto © Museo della carta di Amalfi

Il Museo della Carta è ospitato in un’antica cartiera che risale al XIII secolo. La struttura offre ai suoi visitatori la magia di tornare indietro nel tempo e sperimentare le antiche tecniche di produzione della carta. Si possono ammirare i secolari macchinari usati nella produzione della carta a mano. Come gli antichi magli in legno che, azionati da una ruota idraulica, battevano e trituravano gli stracci di lino, cotone e canapa precedentemente raccolti nelle possenti pile in pietra. E poi la Macchina olandese, installata nella cartiera museo il 18 novembre 1745, le presse settecentesche utilizzate per l’eliminazione dell’acqua in eccesso dei fogli e la macchina continua in tondo. Si tratta di macchine per la produzione della carta restaurate e rese funzionanti, e messe in funzione durante la visita con la forza delle acque del torrente Canneto. Il tutto per far rivivere l’emozione di creare un foglio della pregiata carta a mano di Amalfi. Il percorso espositivo del museo inoltre prevede la sala dei Magistri in arte cartarum e la biblioteca “Nicola Milano”. Per ulteriori informazioni questo il link del museo: www.museodellacarta.it 

*L’ingresso ai musei segue le misure di sicurezza secondo il DPCM. 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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