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Sisma: continuano i lavori di recupero e messa in sicurezza delle opere d’arte

Norcia2 San Benedetto
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di Antonella Furci

Roma, giovedì 3 novembre 2016 –

Le scosse sismiche sembrano non voler dare tregua da quel tragico fine agosto, quando nel cuore dell’Italia interi paesi andarono distrutti, con il conseguente dramma della perdita di molte vite umane.

Norcia2 San BenedettoInteri e caratteristici centri urbani delle Marche, dell’Umbria, dell’Abruzzo e del Lazio, le cui tracce dell’antica storia sono ben visibili negli stili architettonici di chiese, basiliche, palazzi, abitazioni, vie, scorci e vedute panoramiche. Una lunga e ricca storia dispersa dietro la nubbe grigia dei numerosi crolli. Un patrimonio paesaggistico e artistico ora messo in ginocchio dalle fortissime scosse che sembrano non voler cedere e che da mesi ormai continuano a far tremare il centro Italia, a tratti in modo debole, a tratti in modo forte. Come domenica scorsa, con un’altra intensa scossa di terremoto che ha allungato la lista delle località colpite, tra queste Norcia (Pg), e quella purtroppo del numero degli sfollati.
E continua anche ad allungarsi l‘elenco dei beni artistici da recuperare e mettere in salvo. Oltre a quelle delle abitazioni crollate o in pericolo, la conta si fa anche delle opere d’arte: quelle che mancano all’appello, quelle che hanno bisogno di restauro e quelle che richiedono un nuovo riparo.
Purtroppo alla lista nera dei beni culturali crollati si sono aggiunte domenica scorsa i simboli di Norcia : la Basilica di San Benedetto, di cui è rimasta in piedi solo la facciata, e la cattedrale di Santa Maria argentea.
Sempre a Norcia, precisamente nella frazione San Pellegrino, dopo la terribile scossa di fine agosto, sono stati tratti in salvo 48 opere dalla chiesa di San Pellegrino, gravemente danneggiata e inagibile. Inoltre presso il Museo della Castellina di Norcia sono in corso le operazioni di restauro sui reperti archeologici danneggiati per caduta all’interno delle vetrine del Museo. E tra gli interventi di messa in sicurezza nella zona compare quello effettuato al campanile della Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie a Castelluccio di Norcia, che fin dalle primissime rilevazioni ha manifestato la necessità di un urgente intervento.


Ma come procede, nonostante le continue scosse,  il recupero dei beni culturali e quante opere sono state salvate? Dopo la seconda forte scossa avvenuta mattina del 30 ottobre, il Mibact ha comunicato che “l’Unità di crisi nazionale e quelle regionali del Ministero dei beni e delle attività culturali sono già al lavoro per verificare ulteriori danni al patrimonio culturale nelle aree colpite dal terremoto”. In tutte le aree colpite dal terremoto sono circa 50mila i beni e le opere d’arte da salvare, così come riferisce alla stampa Fabio Carapezza Guttuso, prefetto responsabile dell’unità di crisi del Mibact.
Molte comunque sono le opere finora salvate e messe al riparo nel deposito allestito dal Mibact nella caserma della Scuola del Corpo Forestale dello Stato a Cittaducale in provincia di Rieti. E presso cui inoltre il 26 ottobre è stata organizzata una visita da parte di un gruppo di giornalisti.
In questo deposito, attrezzato anche come laboratorio di pronto intervento, sono ricoverate circa 1215Recupero opere opere mobili che provengono dai musei, dalle chiese e dai santuari dei comuni di Accumoli, di Amatrice e dai territori del reatino. Opere
In questi mesi i tecnici delle squadre rilevamento danni del MiBACT insieme ai restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, con la collaborazione dei Vigili del fuoco, il personale della Protezione civile e i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno proceduto ad operazioni di recupero di beni culturali all’interno di varie chiese, tra le prime ovviamente quelle di Amatrice e di Accumuli colpite dal sisma del 24 agosto. Qui è iniziato, e poi completato, l’intervento di messa in sicurezza delle opere d’arte conservate nella chiesa di S. Agostino ad Amatrice e all’interno della chiesa di S. Francesco ad Accumoli.
Dalla chiesa di S. Agostino ad Amatrice sono stati messi in salvo con braccio elevatore due grandi dipinti posti sulla controfacciata gravemente lesionata: un olio su tela di Luigi Cherubini (sec. XIX) raffigurante S. Francesco di Paola e un olio su tela di anonima fattura (sec. XX) raffigurante il Matrimonio mistico di S. Caterina. Tra le opere recuperate pure un dipinto di ambito laziale del XVII sec., raffigurante un Martirio di San Lorenzo. È stata poi prelevata l’intera Via Crucis in altorilievi in terracotta, pregevole opera di Ghino Sassetti del XX sec.

Sempre nei mesi scorsi sono state estratte dalle macerie anche diverse opere delle frazioni di Amatrice. Come nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Ferrazza, dove sono stati raccolti e imballati i frammenti del ciclo pittorico caduti a terra, ed è stata messa in sicurezza una prima parte dei dipinti del medesimo ciclo rimasti alle pareti. Insieme a queste, nel deposito a Cittaducale sono state messe a riparo anche 57 opere recuperate dalla Chiesa di San Martino: dipinti ad oli, statue in gesso e oggetti e paramenti religiosi vari. Sono stati poi raccolti e immagazzinati numerosi frammenti di intonaco dipinto e brani di pittura e consegnati all’Archivio di Stato di Rieti anche alcuni testi a stampa e raccolte documentarie.
Rilevanti recuperi sono stati effetuati anche all’interno della Chiesa di Santa Maria di Loreto nella frazione di Moletano (Amatrice), dove sono state messe in salvo 57 opere. All’operazione hanno partecipato anche i restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e un gruppo di volontari di protezione civile. Tra le opere ci sono quattro dipinti a olio su tela raffiguranti San Francesco d’Assisi e Santa Chiara, la Madonna con Bambino tra S. Giuseppe e S. Antonio da Padova, la Madonna con Bambino – copia della Madonna con la seggiola di Raffaello – e il Cristo crocifisso tra S. Pietro e S. Paolo. Sono state poi protette le sezioni del tavolato ligneo del soffitto originario dipinto, ricomposto alle pareti. E infine sono stati raccolti i frammenti dell’intonaco dipinto della pala d’altare. 
Recupero Opere Cornillo NuovoTra i recuperi anche 40 opere conservate all’interno della chiesa di Sant’Antonio Abate di Cornillo Nuovo. Tra queste, trasportate al deposito a Cittaducale, spicca il tabernacolo ligneo in forma di tempietto dipinto datato 1568. Non risultano danneggiati invece i cicli pittorici ad affresco, in particolare la pregevole raffigurazione delle dodici Storie di Sant’Antonio abate di Dionisio Cappelli. Mentre sono state messe in sicurezza le due preziose statue in terracotta raffiguranti Sant’Antonio abate e la Vergine orante con il Bambino attribuite allo scultore abruzzese Saturnino Gatti (1463-1519 ca.), protagonista del rinascimento aquilano.
Nell’elenco dei recuperi effettuati anche i numerosi dipinti a olio su tela e arredi liturgici dalla chiesa di San Michele Arcangelo in località Sant’Angelo (Amatrice). In particolare sono stati recuperati sei dipinti a olio su tela e le stazioni della via crucis del 1736. Tutte opere ora al deposito di Cittaducale.
Un’altra importante messa in sicurezza è quello dell’importante ciclo di affreschi del Santuario della Madonna della Filetta nei pressi di Amatrice. Si stati recuperati e tracciati i frammenti caduti, anche questi nel deposito di Cittaducale in modo da consentire la ricomposizione del ciclo pittorico.
Sempre nei mesi tra settembre e ottobre, sono stati tratti in salvo anche beni artistici e archivistici in diverse frazioni del reatino. In particolare a Rocchetta è stata recuperata la campana in bronzo della chiesa di Madonna del Monte, mentre dalle macerie della chiesa di Sant’Emidio a Poggio Vitellino sono state estratte diverse opere, arredi e oggetti liturgici, tra cui un dipinto di Enrico Scifoni, e altre varie tele. In più, sono stati recuperati e ricoverati presso l’Archivio di Stato di Rieti gli archivi parrocchiali della chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice, che conservava anche quelli delle parrocchie di San Martino e di San Lorenzo a Flaviano.
In questi giorni a Macerata i Vigili del Fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza un dipinto del’ 500 del pittore Nobile da Lucca dalla chiesa del convento francescano di Colfano, nel comune di Caporotondo di Fiastrone.
Invece ieri pomeriggio a Camerino una squadra dei Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza l’Annunciazione di Giovanni Angelo d’Antonio, custodito nella Pinacoteca e opera più significativa del ‘400 camerte. Insieme al dipinto, anche altre due importanti opere del ‘400, anch’esse a rischio, come la Crocifissione del Maestro di Gaian Vecchio e la Madonna in trono col bambino di Arcangelo Di Cola sono state portate via dal Museo Civico e successivamente trasferite in luogo sicuro.
Nei prossimi giorni anche le altre opere custodite nell’ex convento di San Domenico saranno messe in sicurezza in un’ala della struttura che non risulta pericolosa e già stata individuata dagli stessi Vigili del Fuoco.

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