Arte

Slitta a settembre la mostra “L’archivio animato. Lavori in corso” dedicata alla creatività del Novecento

La mostra “L’archivio animato. Lavori in corso” percorre l’arte e la creatività del Novecento raccontando al contempo l’archivio della Fondazione Cirulli

 

BOLOGNA – Il 17 maggio sarebbe stato l’ultimo giorno di apertura della mostra “L’archivio animato. Lavori in corso”. Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria l’esposizione ha dovuto chiudere con largo anticipo oltre due mesi fa, per questo la Fondazione Cirulli ha deciso di prorogarla facendola riaprire il 19 settembre fino al 13 dicembre 2020.
La mostra è una narrazione del Novecento in 20 capitoli attraverso l’arte, il design, la pubblicità, la fotografia, la grafica, l’industria. Percorre in maniera trasversale il ricco archivio della Fondazione Cirulli. Pertanto “L’archivio animato. Lavori in corso” è molto più di una mostra, un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura del Novecento che racconta il secolo della modernità. Quello in cui nasce e si sviluppa la creatività italiana come oggi la conosciamo.
Un caleidoscopio espositivo dunque che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Oltre 200 opere, 20 sezioni, quasi come fossero 20 mostre in una.
L’archivio animato. Lavori in corso è realizzato grazie alla consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale. La grande rassegna rappresenta un nuovo concept di mostra con il quale Fondazione Cirulli vuole presentare al pubblico la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo.
L’esposizione infatti costruisce una narrazione potente ma agile del secolo scorso attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione “panoramica” di Fondazione Cirulli. Materiali che comprendono capolavori artistici, arti decorative, comunicazione, design industriale. E ancora, la cultura materiale e visiva, fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, progetti architettonici, tessuti, riviste, libri. Sono tutte forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 20 sezioni di mostra, vero e proprio racconto polifonico che attraversa il Ventesimo secolo.

   Mario Sironi, Paesaggio urbano, 1926

Così, accanto ad una selezione di Frammenti di ‘900 con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a “Il tessuto della modernità” offrirà una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento. Realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, tra cui Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, e tanti altri. La sezione Fermo immagine invece racconta attraverso i volti del cinema e della televisione degli anni Sessanta, gli entusiasmi del boom economico. Un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione Munari, Carboni e la RAI che narra l’innovazione grafica della televisione pubblica ad opera dei due artisti negli anni Cinquanta. E ancora, presente la sezione che racconta la modernità attraverso le produzioni industriali, attraverso le macchine all’illuministica, la documentazione fotografica del dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo.
Non manca il settore dedicato alla pubblicità raccontata con il pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky per il negozio Olivetti di Torino, e con i cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso. E poi, con il design delle Carte pasticcere brandizzate, realizzate negli anni Trenta per i più importanti bar d’Italia, e con l’evoluzione dei loghi. Da ultimo è stata aggiunta al percorso espositivo la sezione Collezione Palma Bucarelli | Segnali. Frutto di una recente acquisizione della Fondazione Cirulli, ovvero la singolare collezione di Palma Bucarelli. Una delle critiche d’arte più affermate del ‘900 e per oltre trent’anni direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
La Bucarelli raccolse scrupolosamente i manifesti che riceveva come invito alle mostre organizzate in gallerie, musei, rassegne e kunsthalle di tutto il mondo, mettendo così in piedi una storia visiva delle esposizioni tra gli anni Sessanta e Settanta, un’enciclopedia del progetto grafico.
Spiega Jeffrey Schnapp: “L’archivio animato, che fa leva sulla diversità e l’eterogeneità di una collezione panoramica come quella della Fondazione Cirulli, non propone al pubblico solo prodotti e soluzioni. Ma avanza problemi, sollecita ricerche, compone puzzle e suggerisce istanze di accesso diretto a materiali spesso non canonici che raccontano la storia del ‘900 italiano”.

Immagine d’apertura: Marcello Dudovich, La Lettura. Rivista mensile del Corriere della sera, 1906. 

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