Arte

Tornano alla Ono Arte le creazioni della sci-fi con “L’immaginario Post-Apocalittico di Ballard”

Ballard Onoarte

di redazione

Bologna, martedì 12 aprile 2016 –

Alla galleria bolognese Ono Arte Contemporanea torna l’appuntamento con la rassegna Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro, e organizzata in collaborazione con NipPop e Power to the Pop-Osservatorio sulle culture pop.

Ballard OnoarteUna rassegna che si propone di tracciare un percorso nella sci-fi (narrativa di fantascienza) del secondo dopoguerra: da Godzilla a Star Wars, da Gō Nagai a Ballard. Si tratta di proiezioni utopiche o distopiche di una realtà troppo spesso spaventosa che raccontano un’umanità fragile, sospesa fra due millenni, assetata di nuovi modelli che possano anticipare o raccontare ciò che è prossimo, ciò che speriamo non si verifichi mai o il percorso che si compirà per arrivarci. Creazioni letterarie e artistiche di quella che definiamo fantascienza, che aiutano a comprendere e raccontare le metamorfosi in atto e a prospettare e immaginare futuri diversi.
L’appuntamento con la sci-fi torna alla Ono Arte con il quarto incontro (dei cinque previsti fino al 4 maggio 2016) che si terrà domani, mercoledì 13 aprile, alle ore 18.30 (ingresso libero) e dal titolo “L’immaginario post-apocalittico di Ballard”, a cura di Gino Scatasta in conversazione con Paola Scrolavezza.
James Graham Ballard (1930-2009), scrittore inglese, è stato autore di romanzi e racconti di fantascienza. Fortemente ispirato alla pittura surrealista, è considerato un autore prossimo agli scrittori postmoderni. La sua prosa e i suoi temi influirono notevole sulla fantascienza degli anni ’60 e ‘70 e anche sul movimento cyberpunk degli anni ’80. Dopo una serie di racconti, “Il vento dal nulla” è il suo primo romanzo (1962) che aprì una tetralogia di genere catastrofico. Anche se “La mostra delle atrocità”(1970) è definito forse il suo capolavoro. Composto da quindici racconti, la sua particolarità sta anche nel fatto che Ballard in questo suo libro predisse, 11 anni prima che accadesse, l’elezione di Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti.
Gli astronauti morti e le basi spaziali abbandonate infestano l’immaginario ballardiano, segno evidente che nei suoi romanzi la catastrofe è già sempre avvenuta e ai personaggi non resta che adeguarsi in modo più o meno consapevole a quello che la catastrofe trascina con sé. Nei primi romanzi di Ballard la catastrofe era ecologica e collettiva, ma in netto contrasto con le tendenze della fantascienza precedente. Ballard non si curava di individuare le cause della catastrofe e di mettere in guardia i suoi lettori, quanto piuttosto di studiare con il distacco di un anatomopatologo le nuove forme di adattamento a una realtà stravolta. Nella sua narrativa successiva, la catastrofe individuale è già avvenuta sotto forma di un incidente o di un fatto tragico a cui fornire spiegazione, aprendo al protagonista la conoscenza di una sottocultura vertiginosa e seducente.
 

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