Arte

Totem e Tabù: la mostra di installazioni-oggetti come pezzi unici

La mostra “Totem e Tabù ovvero il Mondo Capovolto” reinterpreta la relazione tra figure totemiche e tabù estetici nel mondo contemporaneo

 

MILANO – In occasione di Milano Design City dal 5 all’11 ottobre le sale espositive della Casa d’Aste Wannenes a Palazzo Recalcati, ospiteranno Totem e Tabù ovvero Il Mondo Capovolto.
Promossa da HoperAperta, una piattaforma che mette in relazione arte, progetto e alto artigianato, e a cura di Patrizia Catalano e Maurizio Barberis, la mostra presenta una collezione di installazioni-oggetti concepiti come pezzi unici.
Opere che rileggono e reinterpretano la relazione tra le figure totemiche e i tabù estetici nel mondo contemporaneo, tra la struttura degli oggetti d’uso e l’immaginario poetico dell’opera d’arte.

Nel percorso espositivo si possono ammirare opere di art design di Angela Ardisson, degli artisti Maurizio Barberis, Dario Ghibaudo, Alberto Vannetti e del sound artist Steve Piccolo. Ma anche di architetti quali Alfonso Femia / AF* Design, Duccio Grassi e Davide Valoppi / Studio Noarc.
Per l’edizione 2020 gli otto autori si confrontano sul tema Totem & Tabù, proponendo ognuno una storia diversa e la propria visione del mondo.
I progetti sono realizzati in collaborazione con aziende italiane quali CL Livio Colombo, Cromonichel, Julia Marmi, Marmi Faedo. Aziende attive nell’ambito della lavorazione del marmo, della pietra, del legno, del metallo, dell’ottone. Attraverso una rinnovata sintesi delle arti, autori e aziende danno vita a una serie di pezzi unici che hanno come obiettivo la messa a punto di un catalogo virtuale di opere che andranno ad aggiungersi all’esperienza dell’edizione passata di HoperAperta.

 

   Maurizio Barberis, Studiolo, ph © HoperAperta

 

Installazioni/oggetti esposti

Angela Ardisson presenta l’installazione luminosa Kepler, una sfera perfetta che prende ispirazione da una missione NASA. Maurizio Barberis invece il mobile per collezionisti Studiolo, un’opera in sé per accogliere oggetti e opere d’arte. E ancora l’opera di Alfonso Femia è una Mappa Stellare che si ispira alla più antica conosciuta, il Disco di Nebra, mentre Dario Ghibaudo espone tre opere che fanno parte del suo Museo di Storia Innaturale. Il Trittico di Duccio Grassi è un sistema d’arredo modulare con ripiani circolari. La Pirogue di Davide Valoppi invece tavolino scultura con luce antropomorfa. Mentre con l’arazzo Utopie e Gloria, il Vello d’Oro, Alberto Vannetti affronta il mito di Giasone e del Vello d’Oro. Infine il sound designer Steve Piccolo, autore musicale e artista attivo nella scena newyorkese anni Novanta, propone una performance videomusicale site specific.
In questo particolare momento, HoperAperta ha sentito la necessità di allargare i confini della propria esperienza associando al progetto espositivo una serie di proposte video, tra cui quella realizzata ad hoc da Steve Piccolo. Proposte video che potranno costituire le premesse per un’edizione 2021, coinvolgendo anche Álvaro Catalán De Ocón, Mariano Martín, LOT-EK e Tom Piper. Autori questi legati alle città di Madrid e di New York, luoghi particolarmente attivi dal punto di vista dell’offerta artistica, oltre che, come Milano, duramente colpiti dalla pandemia.
Durante le giornate espositive, dal 5 all’11 ottobre, sono previste inoltre una serie di incontri presentazioni con alcuni dei protagonisti delle opere in mostra.

 

Immagine d’apertura: Davide Valoppi, La Pirogue
ph © HoperAperta

Info
Casa d’aste Wannenes – Palazzo Recalcati
via Amedei 8, Milano
www.hoperaperta.com

© Riproduzione riservata

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