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Una teca per proteggere l’unica opera italiana di Banksy, La Madonna con la pistola

Russo Banksy3

di Antonella Furci

Napoli, giovedì 14 aprile 2016 –

Sarebbe stato davvero un peccato perdere l’unica opera che abbiamo in Italia del più famoso esponente mondiale della Street Art, Banksy. Lo sa bene Mariano Russo, che mosso dalla sua sensibilità verso l’arte, si è ritrovato ‘mecenate’ per caso, avendo deciso di provvedere di tasca sua a una protezione per l’unica opera italiana di Banksy che si trova a Napoli. La nota ‘Madonna con la pistola’.

Russo Banksy3In realtà il writer inglese ne fece due e tutte e due a Napoli. Il primo lavoro, in Via Benedetto Croce, è una interpretazione dell’estasi della beata Ludovica Albertoni del Bernini, che ha in mano delle patatine e un panino, simbolo del consumismo. Ma come spesso accade con i murales, l’opera è stata coperta ,e quindi cancellata, nel 2010 da un altro writer. L’unica che è riuscita a rimanere intatta è la seconda opera, ovvero la Madonna con la pistola. Si tratta di uno stencil, che è la tecnica più usata, e che in realtà lo caratterizza, da Banksy. Si trova in Piazza dei Girolamini, sul muro di un palazzo il cui intonaco non è dei migliori. La particolarità sta nel fatto che nello stencil di Banksy, noto per le sue opere spesso a sfondo satirico su argomenti come la politica, la cultura e l’etica, la Madonna ha un revolver al posto dell’aureola, guarda in alto verso un’altra Madonna raffigurata in una edicola votiva che ora non c’è più e che era collocata accanto quando lo street artist ha trovato ispirazione a realizzarla. Nonostante l’insieme di sacro e profano, il messaggio subliminale di denuncia è più che palese.

Ma tornando al più che utile mecenatismo di Mariano Russo, il rischio per Napoli e per l’Italia di perdere l’unico lavoro italiano di Banksy era elevatissimo. Infatti, se da un lato spesso la street art lascia alla vista di tutti i passanti spettacolari murales, tanto da far assurgere i loro writers agli altari di veri e propri artisti, come lo stesso Banksy, dall’altro la possibilità di perderli è molto alta. Sia perché appunto non sono protetti dalle azioni dei vandali, sia perché spesso ci mette lo zampino il tempo, e quindi gli agenti atmosferici. E allora perché non proteggerli? È la domanda che si è posto Russo, e che sarebbe un caso straordinario se in tanti si ponessero la stessa domanda e soprattutto agissero come lui.

Mariano Russo infatti, per timore di perdere definitivamente l’opera di Banksy, ha deciso di passare all’azione: ha preso le misure del muro, ha contattato l’amministratore dello stabile e ha chiesto l’autorizzazione. Subito dopo ha comprato il plexiglass necessario e con l’aiuto del fabbro di fiducia ha montato la copertura, che ha posizionato scostata dal muro per permettere all’aria di circolare ed evitare la formazione di condensa.
Il Banksy di Piazza dei Girolamini dunque dovrebbe essere salvo, almeno si spera. Ma non è la voglia di fama o gloria a spingere Mariano Russo a tutelare l’opera. Il suo gesto in realtà vuole lanciare un messaggio: “Potevo tranquillamente rimanere anonimo – spiega all’Ansa – per me non sarebbe stato assolutamente un problema. Però mi interessava raccontare questa breve storia per dimostrare che tutti possiamo fare qualche cosa, anche piccola ma certamente utile. A chi mi chiede ‘perche’ lo hai fatto?’ rispondo semplicemente: ‘ne sentivo l’esigenza’”.

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