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Van Gogh Alive: “dimenticatevi il concetto di mostra”. Quattro ‘inviate speciali’ raccontano la loro esperienza

Van Gogh Alive
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di Arte Fair magazine

Roma, lunedì 7 novembre 2016 –

“Van Gogh Alive.The Experience”, una mostra multisensoriale dentro l’anima di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Non più un classico percorso di immagini ma un vero e proprio viaggio virtuale nel meraviglioso mondo di Vincent Van Gogh.

Van Gogh AliveLa particolare e a questo punto ultra moderna mostra è arrivata anche in Italia, prima a Torino e adesso a Roma, dove è allestita a Palazzo degli Esami fino al 26 marzo 2017. Da qualche settimana è tra le attrazioni espositive più gettonate della capitale. E non poteva essere altrimenti, dato che si tratta di “immergersi” – nel vero senso della parola – negli inconfondibili colori del blu, arancione, viola, e soprattutto del giallo, il suo distintivo per eccellenza, che caratterizzano le immagini e le emozioni del tanto amato artista olandese.
Un’esposizione che invita a sperimentare un’esperienza totalizzante, che consente ai visitatori di trovare una propria chiave di lettura immaginando di camminare, con l’ausilio della musica, all’interno dei quadri di Van Gogh. Il tutto attraverso più di 3 mila immagini dei dipinti più famosi con sottofondo musiche di Bach, Vivaldi, Schubert e Liszt, che agevolano le proprie sensazioni a venir fuori. Un percorso quindi che apre fisicamente al pubblico le porte della creatività di un grande artista, visibile sulle pareti, sui soffitti ed anche i pavimenti, in un continuo mutare grazie ai circa 40 proiettori ad alta definizione che riflettono diverse immagini, compresi i particolari dei suoi capolavori. Quelli che Van Gogh ha realizzato tra il 1880 e il 1890, come Notte Stellata, Iris, Girasoli e ovviamente molti altri ben noti. In più, oltre al riflesso delle opere, la mostra dedica una parte alla sua vita privata proiettando immagini di citazioni tratte dalle lettere inviate al fratello Teo.

Ma trattandosi di percezzioni sensoriali, e quindi personali, viene spontaneo chiedersi cosa hanno provato Van Gogh Alive4i visitatori nel percorrere virtualmente il meraviglioso mondo di Van Gogh.
Noi abbiamo ‘scovato’ quattro visitatrici, avvocatesse di professione, di cui vi diciamo solo i nomi: Veronica M., Francesca F., Daniela N. e Francesca I. Sono state per noi “inviate speciali” per un giorno e qui adesso ci raccontano le impressioni avute dopo essersi fatte “avvolgere” dall’arte di questo grande personaggio.
« E’ una mostra davvero emozionante che ha fatto ‘vivere’ e ‘respirare’ l’artista in ogni suo aspetto e sfaccettatura » esordisce Daniela N. Mentre entrando nel dettaglio emotivo Francesca F. racconta invece: « dimenticatevi il concetto di mostra, perché quello che si attraversa durante quest’ora appartiene ad una dimensione ben diversa. Non entri nel singolo dipinto e non hai possibilità di scegliere quale sia il tuo preferito, perché tu entri nell’artista e in tutte le fasi della sua poetica, nel percorso soprattutto interno che poi ha trasportato nei suoi dipinti. E dato che si tratta di Van Gogh, posso dire che alla fine dell’esperienza ti rimangono impressi i colori, il giallo in particolare, che rappresentano la sua inquietudine e la ricerca continua di pace ».
Stesso impatto percettivo delle sue colleghe lo ha avuto anche Francesca I. che mette in evidenza la particolarità della tecnica espositiva: « la mostra di Van Gogh Alive rappresenta un nuovo e interessante modo di vivere l’arte rispetto ad una mostra tradizionale. Le opere dell’artista, ben suddivise in base a tre periodi caratterizzanti della sua vita, vengono proiettate su grandi schermi che circondano l’ambiente e sono accompagnate da note musicali che fanno sì che il visitatore possa vivere più intensamente tutte le emozioni che solo un grande artista come Van Gogh può suscitare ».
Del medesimo parere riguardo la capacità della musica di sprigionare suggestione sensoriale è anche Veronica M, che nel parlarci della mostra aggiunge anche un suo appunto finale: « Van Gogh Alive rappresenta una concezione moderna di museo: non ci sono quadri dell’artista ma una proiezione delle sue opere su schermi giganti, che inglobano il visitatore in una nuova dimensione. Per me è stato suggestivo l’affiancamento dei dipinti alla musica, scelta con puntuale attenzione, tanto da suscitare proprio le emozioni probabilmente vissute da Van Gogh al momento della realizzazione delle singole opere. Anche le citazioni del pittore hanno contribuito ad estrinsecare il vissuto dello stesso. In effetti ho avuto l’impressione che la mostra fosse focalizzata sull’artista piuttosto che sui quadri. Riguardo questi ultimi, – conclude Veronica – penso che la riproduzione a grandezza considerevole consenta di apprezzare meglio la tecnica pittorica, perché sono ben visibili le pennellate. Ma avrei gradito se vi fossero state delle opere originali, perché a mio avviso questo avrebbe reso la mostra più completa ».

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